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Dall'orrore alla bellezza”: incontro con Davide Cerullo. Domenica 14, ore 15, a Romena, una straordinaria testimonianza di cambiamento e di riscatto. Domenica 14 giugno alle ore 15, presso l'Auditorium della Pieve di Romena, si terrà l'incontro “Dall'orrore alla bellezza”, protagonista Davide Cerullo, scrittore, fotografo ed educatore nato e cresciuto a Scampia, quartiere simbolo delle contraddizioni e delle ferite della periferia napoletana.

Quella di Cerullo è una testimonianza intensa e autentica: da ragazzo entra nel circuito della criminalità e conosce più volte il carcere, vivendo in prima persona una realtà segnata dalla violenza, dall'emarginazione e dalla mancanza di prospettive. Proprio durante quel periodo di smarrimento avviene però l'incontro che cambierà la sua vita: quello con i libri, la poesia e la forza generativa della cultura.

 
Da allora il suo percorso si trasforma in una straordinaria esperienza di rinascita. Oggi Davide Cerullo è autore di numerose pubblicazioni, fotografo apprezzato e soprattutto educatore impegnato nel lavoro quotidiano con bambini e adolescenti delle periferie. Attraverso l'arte, la scrittura e l'ascolto, offre ai giovani opportunità concrete di crescita, mostrando che il destino non è mai già scritto e che è sempre possibile scegliere una strada diversa.

Le sue immagini e i suoi racconti restituiscono uno sguardo autentico e pieno di umanità sui luoghi spesso raccontati soltanto attraverso il degrado e la cronaca nera. Al centro del suo lavoro ci sono la dignità delle persone, il valore delle relazioni e la convinzione che la bellezza possa diventare strumento di riscatto individuale e collettivo. Nell'incontro di Romena, Cerullo accompagnerà il pubblico in un viaggio che attraversa il dolore e la speranza, l'errore e la rinascita, testimoniando come anche dalle esperienze più difficili possa nascere una nuova possibilità di vita.

 
Tra le sue pubblicazioni più recenti figurano L'orrore e la bellezza (2025), intensa autobiografia che ripercorre il suo percorso di rinascita, “Volti di Scampia. I giusti di Gomorra” (2023), raccolta di immagini e testimonianze dedicate a chi ogni giorno costruisce speranza nei quartieri difficili, e infine “Christian Bobin. Poeta dei lupi feriti”, dedicato allo scrittore francese che ha profondamente influenzato il suo cammino umano e spirituale. L’incontro di Romena sarà condotto dal giornalista Massimo Orlandi.

 
 
 

Sabato 20 giugno 2026, alle ore 18.00, CasermArcheologica inaugura Spazi Condivisi. Arte, comunità, migrazioni e memorie in movimento, mostra personale di Virginia Ryan, artista visiva, nata in Australia e da molti anni attiva tra Italia, Africa Occidentale, Europa, Brasile, India e altri territori. 

Da oltre quarant’anni Virginia Ryan sviluppa una pratica interdisciplinare che unisce disegno, pittura, fotografia, installazione, tessile, oggetti trovati e progetti collaborativi. La sua ricerca nasce dall’incontro con luoghi e comunità attraversati da trasformazioni sociali, migrazioni, conflitti, fragilità e processi di ricostruzione. La mostra allestita a CasermArcheologica riunisce quattro progetti realizzati in contesti diversi, tra Italia, Africa Occidentale e Mediterraneo, legati da una stessa attenzione verso la memoria collettiva, il viaggio, l’identità, l’ospitalità e la possibilità di costruire relazioni attraverso l’arte. 

Saranno presentati Make Art Not Walls Italia, progetto nato a Trevi nel 2016 con migranti e richiedenti asilo provenienti principalmente dall’Africa Occidentale, insieme al documentario The Art of Migration di Bernardo Angelucci e Matteo Fiorucci; Shift / Rue du Commerce, installazione nata in Costa d’Avorio dalla raccolta di tessuti wax printed e pagnes religieux; φιλοξενία – Filoxenia, grande lavoro tessile collettivo realizzato nel 2023 a Camini, in Calabria, nell’ambito di un progetto ideato con la curatrice Lara Caccia, con donne provenienti da Afghanistan, Nigeria, Siria, Marocco, Pakistan, Turchia e Italia; e Terremotus Femminile, progetto sviluppato a Napoli con donne dei Quartieri Spagnoli, in dialogo con la memoria del terremoto del 1980 e con la collaborazione sonora dell’antropologo e sound artist Steven Feld. 

In tutti questi lavori, l’opera finale nasce da un processo condiviso. L’arte diventa uno spazio di ascolto, testimonianza e relazione, in cui esperienze personali e collettive trovano una forma visibile. Spazi condivisi porta a CasermArcheologica una riflessione attuale sul rapporto tra comunità, migrazioni e memoria, mostrando come il gesto artistico possa generare appartenenza, riconoscimento e nuove possibilità di convivenza. La mostra è visitabile a CasermArcheologica, dal lunedì al venerdì dalle 10.00 alle 18.00, sabato dalle 15.00 alle 19.00. 

Il progetto rientra nel programma di residenze ed esposizioni sostenuto da Fondazione CR Firenze e si inserisce nell’ambito di Territori Sensibili, sostenuto dal Bando Laboratorio di Creatività Contemporanea, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura. 

Per info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. / www.casermarcheologica.it

Dall’11 al 22 giugno il Circolo Artistico di Corso Italia 108, ad Arezzo, ospita “Rewind”, mostra del Collettivo Arezzo a cura di Danilo Sensi. Giovedì 11 giugno, alle ore 18, l’inaugurazione ufficiale. La collettiva è visitabile tutti i giorni, dalle 15 alle 19, a ingresso gratuito.

Per l’occasione espongono: Katarina Alivojvodic, Veronica Buzzichelli, Antonella Cedro, Fabrizio Cioci, Tetsuji Endo, Laura Fantucci, Maura Giussani, Roberta Greco, Takako Ishii, Edi Magi, Donatella Mormile, Grazia Rossi Forbicioni, Laura Serafini, Andrea Torelli e Rita Vestri.

“Riavvolgiamo la storia – spiega Danilo Sensi. – Dopo la grande occasione mancata di Expoarte Città di Arezzo, l’associazione ha deciso di esporre le opere che furono realizzate appositamente per quell’evento, rimaste inedite, e lo fa in un luogo simbolo per la cultura cittadina. Un progetto così importante, frutto di collaborazione fra gli artisti, non poteva restare chiuso in un cassetto e ci sembrava doveroso mostrarlo al pubblico”.

Collettivo Arezzo è nato nel 2021 per promuovere artisti già affermati o emergenti della provincia di Arezzo in fiere e importanti eventi espositivi, con la consapevolezza nessuno di loro può vivere un percorso isolato e nessuno è immune da influenze, anche indirette, della società che lo circonda. Nel gennaio 2026, da progetto autogestito, Collettivo Arezzo si è trasformato in associazione di promozione sociale con l’ingresso di altri autori.

“La nuova collettiva sarà l'occasione per conoscere il lavoro personale di ciascun artista, ma anche i prossimi progetti dell'associazione – conclude Sensi. – Le opere esposte saranno in vendita e andranno a sostenere le nostre attività. Sarà inoltre possibile tesserarsi, fare una donazione o partecipare a una speciale lotteria che abbiamo chiamato ‘I grandi maestri per il Collettivo’, con in palio opere di Ernesto Treccani, Mario Tozzi e Venturino Venturi, perché l'arte va sostenuta e non solo osservata”.

 

Sapori e memorie in piazza a Raggiolo con la Festa della Transumanza. Sabato 13 giugno è in programma uno degli eventi maggiormente identitari della vallata casentinese che, dalle 14.00 alla tarda notte, permetterà di rivivere atmosfere, tradizioni e usanze dell’antica pratica della migrazione stagionale delle greggi dalla montagna al mare. La nuova edizione della Festa della Transumanza sarà scandita da un ricco calendario di attività tra degustazioni, laboratori, mercatini, dimostrazioni, musica e spettacoli, trovando il cuore nelle suggestioni della Cena del Pastore nel cuore di uno dei borghi più belli d’Italia in cui sarà possibile assaggiare un piatto tipico quale l’acquacotta. A organizzare l’iniziativa sarà nuovamente la Brigata di Raggiolo con il contributo della Regione Toscana e in sinergia con Comune di Ortignano Raggiolo ed Ecomuseo del Casentino che hanno nuovamente unito le forze per tenere viva la memoria dell’antica pratica della transumanza. Per secoli, infatti, i pastori hanno affrontato lunghi viaggi tra il Casentino e la Maremma, conducendo le greggi verso i pascoli invernali e facendo poi ritorno in montagna con l’arrivo della bella stagione.

Il pomeriggio sarà aperto alle 14.00 dall’allestimento di un’esposizione di capi di abbigliamento in tessuto del Casentino a cura di Tessilnova e dal mercatino con produttori e artigiani del territorio, poi alle 15.00 avrà inizio una degustazione gratuita di prodotti locali con prenotazione obbligatoria. Il programma entrerà nel vivo alle 16.00 con le visite guidate al centro di documentazione dell’Ecomuseo della Castagna e della Transumanza, i laboratori sulla produzione di formaggio, le attività dedicate ai bambini con giochi della tradizione popolare e la dimostrazione di sheepdog a cura di Mattia Monacchini e dei suoi border collie che permetterà di osservare da vicino le straordinarie capacità dei cani da pastore nella conduzione e gestione delle greggi. Un ulteriore momento dedicato ai più piccoli è in programma alle 18.00 con lo spettacolo di burattini “Emanuela e il Lupo”, messo in scena dalla compagnia Nata Teatro: attraverso una fiaba originale e coinvolgente, lo spettacolo offrirà l’occasione per riflettere sul rapporto tra l’uomo, gli animali e l’ambiente. Con l’avvicinarsi del tramonto arriverà il momento più atteso della Festa della Transumanza con la Cena del Pastore delle 20.00 che proporrà un viaggio gastronomico tra i sapori della tradizione pastorale, con un ruolo da protagonista per l’acquacotta preparata secondo l’antica ricetta raggiolatta, in un intreccio di gusto, cultura e memoria collettiva. La serata proseguirà con il concerto “Musica ribelle” della P.F.G. Project Band che accompagnerà il pubblico in un viaggio nella musica italiana del novecento, rendendo omaggio ad artisti come PFM, Eugenio Finardi e Ivan Graziani. Per partecipare alla degustazione pomeridiana e alla Cena del Pastore è richiesta la prenotazione al numero 379/27.88.274. «La transumanza è Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità - ricorda Franco Franceschini, presidente della Brigata di Raggiolo, - per la ricchezza di tradizioni, valori e saperi che racchiude e che devono essere conosciuti e tramandati. La festa nasce proprio per riscoprire una pratica che ha profondamente segnato la storia e l’identità del Casentino, offrendo un percorso fatto di cultura, gastronomia, testimonianze e momenti di condivisione. Raggiolo tornerà così a raccontare il profondo legame tra comunità montane, pastorizia e territorio».

Il cuore del centro storico di Arezzo si prepara a trasformarsi in un grande concerto a cielo aperto. Sabato 13 giugno, la suggestiva cornice di Piazza San Giusto ospiterà una tappa di Indie Power, il party rivelazione che sta registrando il tutto esaurito nelle piazze e nei club di tutta Italia.

L'evento promette di accendere la notte aretina con una selezione musicale dedicata interamente ai più grandi successi dell'indie. Dai cori liberatori sulle note di Calcutta, Pinguini Tattici Nucleari e Coez, fino ai grandi classici alternativi che hanno segnato l'ultimo decennio, la serata si preannuncia come un gigantesco karaoke collettivo.

Il countdown per l'inizio delle danze è fissato per le ore 22:30, l'orario perfetto per dare il via alla movida del fine settimana. La musica e l'energia di Indie Power accompagneranno il pubblico per tutta la notte, spegnendo i riflettori alle 02:00.

Ingresso libero: Per la gioia dei tantissimi appassionati e dei giovani del territorio, l’ingresso all’evento è completamente gratuito e senza obbligo di prenotazione. Una scelta che punta a favorire la massima partecipazione, rendendo la piazza un punto di ritrovo accessibile a tutti.

"Indie Power" non è un semplice dj set, ma uno show a 360 gradi dove l'energia del pubblico fa metà dello spettacolo. L'appuntamento di sabato sera rappresenta un'occasione imperdibile per vivere la città, valorizzare gli spazi storici attraverso la musica e dare il benvenuto alla stagione estiva nel migliore dei modi.

L'invito è esteso a tutti i cittadini e ai visitatori: scaldate la voce, l'appuntamento è in Piazza San Giusto per una notte tutta da cantare e da ballare.

 

51 gli spettacoli in cartellone di cui 26 tra anteprime, prime nazionali e prime assolute. A inaugurare l’edizione saranno Eugenio Barba e Julia Varley, anime dell’Odin Teatret e maestri del teatro europeo da oltre 50 anni. Dal 17 al 19 luglio, il Festival dedica loro tre giornate speciali tra incontri pubblici, spettacoli, proiezioni, una conferenza-spettacolo e tre mostre. Si celebrano due ricorrenze importanti: i 90 anni di Eugenio Barba e i 20 anni de i Visionari, il progetto di partecipazione che ogni anno coinvolge un gruppo di cittadine e cittadini della Valtiberina nella selezione di 9 spettacoli per il Festival. Per l’occasione, il 17 e il 18 luglio sono previsti due momenti speciali di condivisione e baratto di esperienze tra Barba, Varley e il gruppo dei Visionari. Tra gli appuntamenti: venerdì 17, Teatro. Solitudine. Mestiere. Rivolta, confronto scenico intergenerazionale di Barba e Varley con Liv Ferracchiati, Nicola Borghesi, Licia Lanera; sabato 18 e domenica 19 due incontri pubblici dal titolo L’eredità pesca da sola i suoi eredi, coordinati da Marco De Marinis, con la partecipazione di Piergiorgio Giacchè e Armando Punzo nel primo incontro, e di Davide Iodice, Marco Martinelli ed Ermanna Montanari nel secondo, accompagnati dalle proiezioni dei film, L’arte dell’impossibile di Elsa Kvamme e Zona limite di Stefano Di Buduo. Inoltre, sabato 18 andrà in scena Compassione, con Julia Varley, regia di Eugenio Barba. Per tutta la durata del Festival saranno visitabili tre mostre: Un fotografo alla scuola dello sguardo, a cura di Francesco Galli; le foto di Compassione e Le nuvole di Amleto, a cura di Annalisa Gonnella; I manifesti dell’Odin Teatret, dal 1964 a oggi.

“Kilowatt Festival rappresenta da oltre vent'anni - dichiara l'assessore alla cultura Cristina Manetti - uno dei presìdi culturali più significativi della Toscana, un luogo in cui la ricerca artistica incontra le comunità e genera nuove occasioni di confronto, partecipazione e crescita. Il tema scelto per questa edizione, Nuovo respiro del mondo, è un invito quanto mai attuale a ritrovare, attraverso la cultura, uno sguardo aperto, inclusivo e capace di immaginare il futuro. In un tempo segnato da conflitti, disuguaglianze e profonde trasformazioni, manifestazioni come Kilowatt ci ricordano il valore dell'arte come strumento di dialogo, consapevolezza e coesione sociale. La Regione Toscana è orgogliosa di sostenere una realtà che continua a innovare i linguaggi della scena contemporanea e a fare della partecipazione dei cittadini uno dei suoi elementi distintivi”.

“Kilowatt Festival è una realtà che - afferma Maria Oliva Scaramuzzi, vice Presidente di Fondazione Cr Firenze -negli anni ha saputo affermarsi come punto di riferimento nazionale per la ricerca e l'innovazione nelle arti performative, mantenendo al tempo stesso un forte radicamento nel territorio. Per Fondazione CR Firenze rappresenta un esempio virtuoso di cultura partecipata, capace di coinvolgere cittadini e giovani non soltanto come spettatori, ma come protagonisti attivi di un percorso di crescita collettiva. È questa capacità di coniugare qualità artistica, inclusione e partecipazione che ci porta a sostenere il Festival con convinzione dal 2019”.

“Kilowatt Festival rappresenta ormai - commenta Fabrizio Innocenti, sindaco di Sansepolcro - uno degli appuntamenti culturali più importanti della nostra città. Ogni anno Sansepolcro diventa luogo di incontro tra culture, linguaggi, visioni e persone provenienti da tutta Italia e dall'estero, confermando la capacità del nostro territorio di essere protagonista nel panorama contemporaneo delle arti performative. Questa ventiquattresima edizione dimostra ancora una volta la forza di un progetto che sa coniugare innovazione, qualità artistica e partecipazione della comunità. Kilowatt non è soltanto un festival, ma un'esperienza che coinvolge la città intera, valorizzando il centro storico, le relazioni e il tessuto sociale ed economico del territorio”.

“Kilowatt Festival - sostiene Francesca Mercati, assessore alla cultura di Sansepolcro - è una delle espressioni culturali più vive, contemporanee e riconoscibili della nostra città. La capacità di costruire ogni anno una programmazione così ampia, multidisciplinare e internazionale rappresenta un patrimonio prezioso per Sansepolcro e per tutto il territorio. Il tema scelto per questa edizione, 'Nuovo respiro del mondo', arriva in un momento storico in cui arte e cultura hanno ancora più bisogno di diventare strumenti di dialogo, riflessione e partecipazione collettiva. Kilowatt riesce da anni a fare questo: creare connessioni tra artisti, cittadini, giovani, operatori culturali e pubblico, trasformando la città in uno spazio aperto alla creatività e al confronto. Un valore aggiunto fondamentale è anche il coinvolgimento diretto della comunità, a partire dall'esperienza dei Visionari, che rende questo festival un modello unico di partecipazione culturale. Sansepolcro può essere orgogliosa di ospitare una realtà così autorevole e capace di guardare al futuro attraverso i linguaggi dell'arte contemporanea”.

Come sarà la rassegna
TEATRO

Per il teatro debuttano in prima assoluta al Kilowatt Festival: Lisa. Rapsodia di una Mente Spezzata (venerdì 17) di Fabio Pisano, con Mariangela Granelli, la storia di Lisa Montgomery, dall’infanzia violata alla condanna a morte; Lettere dall’aldilà. Qualcosa di vivo (domenica 19) – già vincitore del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2024 – di e con Yuri Casagrande Conti, e con Salvatore Aronica e Francesca Ziggiotti, lavoro che attraversa lutto, religiosità e fragilità emotiva per riscoprire il desiderio di vivere; Scemi del villaggio (martedì 21), progetto di e con Niccolò Fettarappa e Lorenzo Guerrieri, una riflessione sul rapporto conflittuale degli esseri umani con i paesi di provincia, con le metropoli e con i luoghi di villeggiatura; Rigetto (venerdì 24) dell’attore, autore e regista Dino Lopardo – già finalista al Premio Le Maschere del Teatro Italiano 2025 come miglior autore di novità italiana – con Angela Ciaburri e Claudia Marsicano nei panni di due sorelle, una bulimica, l’altra affamata d’amore.

In prima nazionale, 2100 (sabato 25), del duo svizzero composto da Igor Cardellini e Tomas Gonzalez, costruisce con 500 mattoni un’esperienza immersiva, visiva e sonora, in un mondo che si genera mentre crolla.

Sono presentati in anteprima: Leo. L’unica arte è un pugno (studio) della compagnia Cubo Teatro (lunedì 20), progetto vincitore dell’avviso pubblico Toscana Terra Accogliente 2025-27, con Alberto Boubakar Malanchino che attraversa la storia del pugile italo-congolese Leone Jacovacci, simbolo di identità e resistenza; Seg men tar si. Dis-integrazione dell’umano (giovedì 23), spettacolo vincitore del Premio Nazionale di Drammaturgia Omissis 2025, scritto da Chiara Arrigoni e diretto da Ivonne Capece, con Stefano Carenza, Silvia Di Cesare, Ion Donà, Pasquale Montemurro, reading performativo che indaga il confine tra umano e artificiale attraverso la storia di una ragazza che vende parti del corpo ad androidi per pagarsi gli studi, un testo che evoca le atmosfere fantascientifiche dei libri di Philip K. Dick; Bandiera (studio) della compagnia CapoTrave che, dopo nove anni, torna al Festival (venerdì 24) per raccontare di un sequestro improbabile che diventa l’occasione per interrogare le regole economiche e sociali del presente; in scena due noti volti cinematografici come Antonella Attili, già attrice per Giuseppe Tornatore, Ettore Scola e molti altri, e Giancarlo Commare, tra i protagonisti della fortunata serie Skam Italia, e Ania Rizzi Bogdan, fondatrice della compagnia di ricerca Focus_2.

Completano il programma dedicato al teatro, La casa misteriosa lassù nella nebbia (da venerdì 17 a lunedì 20) del duo Cuocolo / Bosetti, performance per 12 spettatori alla volta, un’esperienza intima, tra luce e oscurità, realtà e invisibile; La futura classe dirigente (domenica 19) di e con Caterina Marino, e con Federico Brugnone, Sara Mafodda, Daniele Paoloni, riflessione che nasce dalla raccolta di pensieri di un gruppo di bambini su potere, crisi climatica e futuro incerto. In Per favore non Riccardo III (lunedì 20), Giammarco Pignatiello e Benedetta Pigoni, insieme al performer e attivista digitale affetto da atrofia muscolare spinale (SMA) Cristian Viscione, riscrivono le coordinate della rappresentazione del corpo. Non una voce. Spettacolo in auto e a piedi (da giovedì 23 a sabato 25 luglio), di Ultimi Fuochi Teatro, con Roberto Magnani, è un’esperienza immersiva per quattro spettatori alla volta, all’interno di un’auto. Tempo e silenzio si trasformano in materia scenica in Tacet (giovedì 23), scritto da Jacopo Giacomoni e diretto da Silvia Costa, entrambi in scena insieme a Gaia Ginevra Giorgi, Dylan Guzowski, Elena Rivoltini e Matto Zoppi; lo spettacolo ha vinto il Premio Riccione per il Teatro 2025 e Biennale College Teatro – Drammaturgia Under 40 (2024-2025).

DANZA

Per la danza debuttano in prima assoluta a Kilowatt Festival, Your Tactile Identity (venerdì 24) nato dall’incontro tra le compagnie YoY Performing Arts, IVONA e Tyche / Michele Ifigenia, con Emma Zani, Roberto Doveri, Pablo Girolami, Guilherme Leal, Federica D’Aversa che insieme celebrano le differenze e la contaminazione tra i linguaggi come atto politico e creativo; Echo Chambers. Un amore senza fine (sabato 25), coreografia di Vittorio Pagani, con Francesca Santamaria e Rafael Candela, una riflessione sull’applauso come strumento di potere, consenso e manipolazione. Entrambi i lavori sono stati selezionati e sostenuti dal bando Giovane Danza Italiana promosso dalle Associazioni Culturali CapoTrave/Kilowatt, Cantieri Danza e dalla Cooperativa Anghiari Dance Hub, attraverso un contributo alla produzione, un programma di residenze artistiche e un tutoraggio di professionisti/e del settore. Il progetto è realizzato con i fondi di Otto per Mille dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai. Nella giornata di sabato 25 luglio, è in programma un incontro dedicato, un'occasione per riflettere sullo stato della danza contemporanea in Italia.

Vengono presentate in prima nazionale le coreografie di artiste e artisti internazionali, come Portrait (venerdì 17), della coreografa francese Rebecca Journo, in scena insieme a Véronique Lemonnier, Vera Gorbacheva, Lauren Lecrique, una danza ispirata dalle opere di Cindy Sherman, Francesca Woodman e Amedeo Modigliani, sulla tensione tra immagine e riflesso, tra apparenza e realtà; Untitled (Some Faggy Gestures), in scena mercoledì 22, di e con il coreografo francese Andrea Givanovitch del gruppo Collectif Melted Milk, che trasforma l’esperienza di un corpo queer in atto politico e poetico; entrambi gli spettacoli sono in cartellone grazie al contributo di Ambassade de France en Italie, Institut Français Italia, Fondazione Nuovi Mecenati.

Trasforma il gesto in un vortice energetico, Momentum #2 (domenica 19) del collettivo tedesco-svizzero CocoonDance, fondato dal tedesco Rainald Endrass e dall’americana Rafaële Giovanola che dirige i danzatori Álvaro Esteban, Marin Lémic, Louis Thuriot.

Lunedì 20, per la vetrina di Toscana Terra Accogliente, rete che coinvolge 18 delle residenze artistiche toscane (RAT), con il supporto del circuito regionale Fondazione Toscana Spettacolo (FTS) vengono presentati in anteprima tre lavori di danza: L’essenziale è invisibile agli occhi (studio) di e con Claudia Catarzi, che intreccia materia e visione, tra ceramica, danza e video; Allegro (studio) di Michele Rizzo, con Emiel Vandenberghe, Shih Ping Lin, Samuel Pereira, coreografia in cui il balletto classico incontra l’energia della techno; Malia. Studio sull’incanto della compagnia Parini Secondo, formata da Sissj Bassani, Camilla Neri, Martina Piazzi, Francesca Pizzagalli, una danza ipnotica sospesa tra estasi e suggestioni black metal.

Ancora, nella programmazione dedicata alla danza contemporanea: Ad Libitum (sabato 18) del duo francese formato da Simon Le Borgne e Ulysse Zangs, dialogo fisico fatto di sintonie, scarti, energia condivisa, per un processo di trasformazione che dà vita a figure inattese; lo spettacolo, supportato dall’Institut Français Paris, è frutto del lavoro di programmazione congiunto di 10 festival italiani, all’interno di una nuova rete tra festival, di cui CapoTrave/Kilowatt è capofila.

E inoltre saranno in scena: Kittens (giovedì 23) di e con Angelo Petracca, e con Verdiana Gelao, performance che indaga l’ecosistema digitale tra estetica kawaii, social e uncanny valley, movimenti glitchati e controllati; Violetto Bellosguardo (sabato 25) di e con Vittorio Porcelli – selezionato dalla Vetrina della Giovane Danza d’autoreeXtra 2026 – una rilettura al maschile della figura iconica di Violet Beauregarde, de La Fabbrica di Cioccolato.

Si colloca al confine tra danza, teatro fisico e arti circensi, Heroes (sabato 18) della Compagnia blucinQue: corpi sospesi tra terra e aria accompagnati dalla musica dal vivo raccontano metamorfosi di identità. Sul palco, Elisa Mutto, Michelangelo Merlanti, Nicolas Benezech / Delyan Furchanov, Alexandre Duarte, Jonnathan Lemos, Ivan Ieri, diretti da Caterina Mochi Sismondi.

DANZA URBANA

In Piazza Torre di Berta, una costellazione di interventi performativi trasforma lo spazio urbano in luogo di attraversamento e visione. Debutta in prima assoluta MusicALL (sabato 25) della compagnia Lost Movement, fondata da Nicolò Abbattista e Christian Consalvo, con i performer Alessandro Bonacina, Arianna Cunsolo, Enrico Luly, Francesca Lastella, Nicoletta Bellazzi: da Flashdance a Dirty Dancing, da Fame a Saturday Night Fever, gesti iconici della cultura pop anni ‘80 invadono la piazza per una danza che coinvolge il pubblico. In prima nazionale Mover montañas (martedì 21), del performer spagnolo Alberto Velasco, rilegge la tradizione del flamenco in chiave di rottura e libertà. E ancora, Room with view (sabato 18), di Laura Beschi e Alessio Scandale, che interrogano il contemporaneo attraverso un flusso continuo di immagini filtrate da uno schermo, dai varietà anni Novanta all’informazione contemporanea. È un dialogo fisico fatto di equilibrio precario e intimità, Amoebas (domenica 19), di e con Elia Pangaro e Alexander de Vries, una danza fatta di slanci, collisioni e mutazioni continue. Con Fuga BWV 565 (mercoledì 22) – progetto selezionato dalla Vetrina della Giovane Danza d’autoreeXtra 2026 – Gaetano Palermo e Michele Petrosino trasformano il gesto sportivo in una dinamica circolare, in bilico tra corsa e stasi, mentre Loop box (giovedì 23) del collettivo Boombox Squad – vincitore di Danza Urbana XL 2026 – intreccia hip hop e ciclicità naturali in un’esperienza partecipativa: tre i performer, Giacomo Turati, Pietro Fiorenza, Aurora Fregoni, diretti da Mattia Quintavalle Sly. 
Ha vinto DNAppunti coreografici 2025, Everybody Has a Fate / out (venerdì 24) coreografia di Riccardo De Simone, protagonista della performance con Laura Chieffo: sospende il tempo in un movimento continuo, evocando la fragilità del presente e l’impossibilità di trattenerlo.
 

SELEZIONE VISIONARI

Sono 9 gli spettacoli selezionati dai Visionari, i 52 cittadini della Valtiberina che, dopo aver guardato in video 645 proposte, hanno scelto le loro preferite. Per il teatro, Mia zia Daniela detta Dada per andare a ballare la notte indossava zeppe tacco 25 (venerdì 17), di e con Riccardo Iellen, rivendica identità e genealogie queer attraverso drammaturgia e memoria. Un po’ meno fantasma (sabato 18) di Kronoteatro, scritto e diretto da Francesca Sarteanesi, con Tommaso Bianco, è la storia di una sensibilità fuori scala che abita il mondo con forza e delicatezza. Kamikaze. Spero vada meglio dell’ultima volta (domenica 19) di e con Giulio Santolini, e con Daniele Boccardi permette allo spettatore, con le sue decisioni, di mettere in crisi il confine tra osservare e agire. La fame. La parabola dell’uomo che fece tutto per amore (martedì 21), una produzione della compagnia Les Moustaches, scritto, diretto e interpretato da Alberto Fumagalli e con Chiara Liotta, è il racconto di un mondo grottesco e disturbante dove amore, violenza e desiderio si intrecciano senza misura. Flyover country (mercoledì 22), di Evoè!Teatro, scritto da Riccardo Tabilio e diretto da Silvio Peroni, con Alice Conti, Gabriele Matté ed Emanuele Cerra, è un viaggio dentro la storia privata di una famiglia e nella storia collettiva di una provincia, ispirato al libro di memorie del vicepresidente statunitense J.D. Vance. Perfect Days (sabato 25) di Teatro Da Bar, di e con Nicolò Sordo, Enrico Ferrari, e con Michele Lonardi, diretti da Enoch Marrella, ritrae l’universo di una stazione di servizio nella provincia veneta, tra dipendenze e derive esistenziali. Per la danza, Geometria del chiasso (lunedì 20) coreografia di e con Camilla Montesi, artista associata di Scenario Pubblico / Compagnia Zappalà Danza, e con Noemi Piva; una performance di danza urbana in cui elastici e suono delimitano lo spazio tra ordine e caos. Con Sex.exe (giovedì 23), Pablo Ezequiel Rizzo / Gruppo Voluptas indaga le intersezioni tra corpo, tecnologia e identità multiple; in scena, Alessandra Cozzi, Elena Della Manna, Eleonora Gambini. Elysium (venerdì 24), progetto coreografico del Collettivo C.G.J Giulio e Jari, con Jari Boldrini, Sofia Galvan, Chiara Montalbani, Giulio Petrucci, nasce dall’incontro tra la poetica visiva della pittrice Lou Benesch e l’atmosfera enigmatica di Elysium Planitia, regione marziana sospesa tra realtà e immaginazione.

PERFORMANCE E INSTALLAZIONI DIGITALI

Nell’ambito del progetto europeo di cooperazione Digital On Stage, finanziato dal programma Creative Europe 2024-27, Kilowatt Festival presenta, nelle giornate di martedì 21 e mercoledì 22, una selezione di otto performance digitali prodotte e sostenute dalla rete, una preziosa occasione per scoprire nuove visioni e intersezioni tra creatività e tecnologia. In prima assoluta, Dynamism of a Dog on a Leash di Irene Molina e Paco Ladrón de Guevara (ES) interroga il desiderio di connessione, mettendo in relazione un corpo umano e un cane robot; SPOOKY INTERNET STORIE per non dormire. Buonanotte. di Mara Oscar Cassiani affida la narrazione dei creepypasta a donne che le interpretano come streamer, in scenari generati dall’intelligenza artificiale; Camera 404. Overlook Hotel di gruppo nanou costruisce una coreografia in cui slittamenti spaziali e temporali si intrecciano in una visione distopica del mondo; Reawakening the Dark di Kevin Trappeniers (BE) propone un’immersione sensoriale nel buio, per riscoprire la notte e il cosmo, mentre in Delos. Birthplace of Light, Christina Chatzimichailidou (GR) gioca sull’alternarsi di oscurità e apparizione come metamorfosi poetica. Debuttano anche Sky Without Space di Jasna Hribernik, Zala Lia Lenárdič e Tomaž Šimnovec (SI), un’esperienza immersiva che riflette sul costo del progresso e sulla responsabilità verso il cielo come spazio condiviso, e Spin di Noemi Vasileiadou (GR), in cui il ping-pong rivela come il gioco possa trasformarsi in meccanismo di adattamento e conformità. Infine, in The Garden Says di Liv Vesterskov, Sara Topsøe-Jensen e Sarah John (SE) i confini tra naturale e artificiale si dissolvono in un giardino digitale. Mercoledì 22 è in programma un incontro pubblico con i partner della rete sulle intersezioni tra arti performative e nuove tecnologie.

INCONTRI PUBBLICI

Un Festival è un luogo di visione in senso ampio, un’occasione di incontro, relazione, condivisione di pensieri, un luogo di consapevolezze nuove e ritrovate. Anche questa edizione di Kilowatt invita cittadine/i e operatori/rici del settore a partecipare a momenti di riflessione collettiva: dagli incontri pubblici tra i Visionari e le 9 compagnie da loro selezionate e andate in scena la sera prima (tutte le mattine dal 18 al 26 luglio) al convegno Della luce, del corpo, dello spazio (giovedì 23, venerdì 24, sabato 25), a cura di Gianni Staropoli e Michelangelo Bellani, al quale partecipano oltre 30 tra professioniste e professionisti della scena performativa contemporanea: un momento di confronto per condividere pratiche e poetiche della luce, nel teatro e nelle arti performative contemporanee.

Due gli appuntamenti dedicati ai progetti europei di cooperazione di cui è partner CapoTrave/Kilowatt: il primo incontro, introdotto dalla giornalista di Radio Popolare e critica teatrale Ira Rubini, riguarda CoOpera (domenica 19), rete che lavora nell’ecosistema dell’opera lirica attraverso uno sguardo multidisciplinare, intrecciando performance, teatro e arti visive e interrogando il ruolo delle pratiche artistiche nella società. Coordinato da Collectif Meute (FR), il consorzio riunisce partner attivi in Francia, Italia, Belgio e Ucraina: artconnexion (FR), Opera Aperta (UA), L’Albero (IT), CapoTrave/Kilowatt, La chambre d’eau (FR) e Reseo (BE).

Appuntamento mercoledì 22 luglio per conoscere la rete di Digital on Stage, che promuove lo sviluppo delle arti performative digitali attraverso il sostegno produttivo a 24 progetti di performance – di cui 8 sono in programma al Festival – azioni di formazione e capacity building per i professionisti del settore, nonché attività di networking. Sei i partner di DOS, insieme a CapoTrave/Kilowatt: Intercult (SE), capofila, Cultuurconnect (BE), Cube (GR), Kibla (SI), Mmmad Festival (ES).

Dall’Europa alla Regione Toscana con l’incontro pubblico (lunedì 20) dedicato a Toscana Terra Accogliente, progetto regionale promosso da 18 delle 37 residenze artistiche toscane: partecipano quattro delle sette compagnie vincitrici dell’edizione 2025-27 che, nella stessa giornata, presentano le anteprime degli spettacoli vincitori del bando, e le 22 strutture del sistema teatrale e coreografico toscano che hanno accolto in residenza e supportato i loro lavori. Sono inoltre presenti giornalisti e critici, così come altri operatori del sistema nazionale e regionale dello spettacolo e delle residenze.

Ancora una riflessione sulla scena contemporanea, questa volta centrata sul tema delle professionalità e del lavoro: giovedì 23 si ritrova al Festival il gruppo di ricerca Desperate Freelance che si interroga su cosa significhi, oggi, esercitare una professione ibrida e interdipendente in ambito culturale e artistico.

LABORATORI

La formazione è di casa a Kilowatt Festival: tre i laboratori residenziali tenuti da professionisti della scena contemporanea quali l’attore, autore e regista Nicola Borghesi, l’autrice, attrice e regista Daria Deflorian, il coreografo e performer Francesco Marilungo; un’opportunità formativa preziosa, per artiste e artisti professionisti e per chi studia teatro e/o danza, di arricchire la propria pratica artistica.

IL BENGODI

I Giardini di Piero diventano il cuore pulsante da cui si irradiano tutti gli eventi del festival. Presso Il Bengodi saranno accolti concerti, dj-set, incontri, l’area relax e lo spazio di bar e ristorazione, con una ricca proposta di cibo e bevande grazie alla presenza di diversi stand curati da Confcommercio, Confesercenti e dall’Associazione Commercianti del Centro Storico, che celebrano i sapori del territorio, tra botteghe storiche e nuove realtà: Chantilly Cocktail Bar, Alfeo Schiacciateria, Caffè delle Stanze, Tim-ES / Timoteo Experience & Services, Fattoria di Germagnano, Birrificio Altotevere, Ristorante Fiorentino, Ristorantino Madù.

 

CONCERTI E DJ-SET

Concerti con artisti emergenti e affermati del panorama musicale nazionale ed europeo impreziosiscono l’ora dell’aperitivo. Il programma musicale è stato creato in collaborazione con Jazz Club Valtiberina, Novamusica e Suono Giallo. Calati i sipari ha inizio il dopofestival con la selezione di live dj-set a cura de I Citti del Fare.

 

In concerto da venerdì 17 a sabato 25: il batterista Nicola Pitassio presenta brani originali insieme al gruppo Grooveboii Quartet, mentre Eleonora Bianchini Moon Tales Trio intreccia vocalità raffinata e suggestioni latin-jazz. Alberto Ricca aka Bienoise sviluppa una ricerca nella computer music integrando rumore, errore e materiali sonori marginali; il duo Riccardo Catria e Filippo Macchiarelli sviluppa un dialogo tra improvvisazione e tradizione jazz. SuperNovaGarage unisce attitudine grunge e libertà del free jazz in un suono essenziale e diretto. Il Matteo Addabbo Organ Trio costruisce un percorso tra groove, blues e contaminazioni contemporanee. L’Ensemble Suono Giallo attraversa la scrittura musicale di oggi con uno sguardo aperto alla ricerca, mentre Classical Hooligans rilegge il repertorio classico e d’avanguardia in chiave trasversale. Infine, Francesco Gibaldi presenta una pratica di improvvisazione elettroacustica, costruita attraverso strumenti non convenzionali.

KILOWATT ZERO

C’è un momento in cui la cultura smette di essere soltanto rappresentazione e diventa azione concreta: succede allora che un festival come Kilowatt si interroghi non solo su ciò che porta in scena, ma anche sull’impronta che lascia nella società di cui è parte. Nasce così Kilowatt Zero, il progetto che unisce Kilowatt Festival e Tecnothermo, società benefit che ha fatto della sostenibilità e della responsabilità sociale parte integrante della propria visione. A partire dall’analisi dei consumi energetici del festival, verrà avviato un processo di compensazione attraverso la piantumazione di nuovi alberi nel Bosco di Santo Pietro a Caltagirone (Ct), grazie alla collaborazione con Il Ramarro, associazione impegnata da oltre trent’anni nella tutela dell’ecosistema locale.

www.kilowattfestival.it

Biglietti
ingresso singolo spettacolo € 10,00
ingresso ridotto under 35, Soci Unicoop Firenze, Bccas € 8,00
biglietto operatore, performance e installazioni digitali, studi di Toscana terra Accogliente € 5,00

concerti € 3,00
danza urbana € 1,00
mostre, proiezioni ingresso libero

abbonamenti TAKE 5 (ingresso a 5 spettacoli) € 38,00
abbonamenti TAKE 10 (ingresso a 10 spettacoli) € 70,00

Biglietti online su www.webtic.it

Prevendita presso il Teatro alla Misericordia di Sansepolcro dal 23 giugno al 10 Luglio (da lunedì a venerdì, dalle 16:00 alle 18:00). Durante i giorni di festival, ci sarà un’unica biglietteria presso i Giardini di Piero (via Aggiunti, angolo via Giovanni Buitoni).

 

Un laboratorio di panificazione tradizionale e degustazione di prodotti agricoli casentinesi. L’appuntamento, a partecipazione gratuita, è in programma dalle 11.00 di domenica 14 giugno nel piccolo paese di Badia a Tega che sarà al cuore di un percorso di sperimentazione e di assaggio per veicolare il valore del cibo come presidio di comunità e come strumento di sviluppo locale delle aree interne. “Pane, terra e sapori” sarà il tema di una giornata che, promossa dalla cooperativa Connessioni, chiuderà il ciclo di eventi pubblici dell’azione Comunità 2030 sostenuta con fondi PNRR per i Comuni di Chiusi della Verna e Ortignano Raggiolo nell’ambito dell’intervento “Attrattività dei Borghi Storici”.

L’iniziativa prenderà il via con un laboratorio aperto di panificazione tradizionale dove residenti e visitatori potranno riscoprire le antiche tecniche della lavorazione del pane e vivere un confronto con i saperi trasmessi di generazione in generazione dalle comunità delle valli appenniniche. Il secondo momento sarà rappresentato dalla degustazione guidata di prodotti agricoli locali a cura del Podere Pallereto di Sopra e della produttrice Marina Cestelli che, con la sua azienda, rappresenta un esempio concreto di agricoltura di qualità radicata nel paesaggio casentinese. La volontà è di perseguire gli obiettivi del progetto Comunità 2030 per rivitalizzare i borghi attraverso azioni tra cultura, comunità e valorizzazione delle risorse locali in percorsi condivisi di riscoperta delle tradizioni alimentari come patrimonio vivente, andando anche a sviluppare il fronte del turismo esperienziale. In quest’ottica, un laboratorio di panificazione tradizionale unito all’incontro diretto con un produttore del territorio e a una degustazione di prodotti diventa occasione per vivere esperienze fortemente identitarie che contribuiscono a custodire e a esportare il valore di un luogo. Tutto questo, unito alla volontà di sostenere le produzioni agricole tradizionali del Casentino anche come strumento di cura del paesaggio: un’agricoltura viva e radicata, infatti, mantiene aperti i prati, presidia i versanti, contrasta lo spopolamento e l’abbandono delle terre. «L’iniziativa - commenta Elisa Maggi di Connessioni, - si inserisce in un quadro più ampio di riflessione sul ruolo delle aree interne. Il Casentino, come molti territori appenninici, ha vissuto decenni di spopolamento progressivo, erosione dei servizi essenziali e indebolimento del tessuto economico locale. In questo contesto, un laboratorio di panificazione e una degustazione di prodotti del territorio non sono semplici eventi culturali ma sono atti di prossimità, capaci di innescare processi di sviluppo locale che partono dal basso e dalla quotidianità. Il pane fatto in casa, le farine locali e i prodotti di una piccola azienda agricola di montagna diventano veri e propri vettori di identità collettiva. Quando una comunità ri-apprende come si fa il pane, infatti, ri-abita simbolicamente il proprio territorio. Riscoprire queste pratiche significa rafforzare il senso di appartenenza, contrastare la percezione di marginalità e costruire una narrazione positiva del luogo in cui si vive. Nelle aree interne, la filiera corta non è una scelta di tendenza ma è una strategia di sopravvivenza economica: ogni acquisto di un prodotto locale mantiene reddito sul territorio, valorizza il lavoro di chi ha scelto di restare e dimostra che esistono alternative credibili alla dipendenza da più lontani circuiti commerciali».

di e con ELIO

basso Giulio Molteni

batteria Martino Malacrida

 

produzione International Music and Arts

18 LUGLIO - PRATOVECCHIO STIA (AR),
Naturalmente Pianoforte, Piazza Jacopo Landino  

 

Elio torna in concerto con “La rivalutazione della tristezza”. Accompagnato dalla sua band (con Alberto Tafuri al pianoforte e alla direzione musicale, Giulio Molteni al basso e Martino Malacrida alla batteria), Elio dedica un intero concerto alla tristezza: un sentimento che da Catullo a Virginia Woolf, da Munch a Paperino, ha attraversato secoli di arte, letteratura e musica, e che oggi viene troppo spesso considerato una condizione invalidante da cui proteggersi.

Il concerto restituisce alla tristezza il suo ruolo, attraverso canzoni di grandi autori della tradizione musicale italiana e internazionale che hanno saputo fare della tristezza materia prima per canzoni senza tempo: da Luigi Tenco a Domenico Modugno, da Fabrizio De André a Charles Aznavour e ancora James Taylor, Bertolt Brecht/Kurt Weill, Nino Rota, persino Elio e le Storie Tese, un repertorio vasto e trasversale, che si muove con disinvoltura tra canzone d'autore, melodia classica e un finale inaspettato.

Perché la tristezza, non va scacciata ma presa a piccole dosi. E se si esagera, serve un antidoto…

Il tour è organizzato da IMARTS - International Music and Arts

 

INFO

IMARTS

INTERNATIONAL MUSIC AND ARTS

www.internationalmusic.it

www.instagram.com/international_music_and_arts/

Un’escursione guidata in Pratomagno lungo gli storici cammini dei pastori. Sabato 13 giugno è in programma la camminata “Sulle vie della transumanza” che, con partenza alle 9.00 dall’infopoint di Raggiolo, permetterà di vivere un’esperienza tra natura, storia e tradizioni per riscoprire una delle pratiche maggiormente identitarie del Casentino, andando a percorrere i sentieri montani utilizzati durante gli spostamenti stagionali delle greggi.

L’evento, organizzato dalla cooperativa Oros, è motivato dalla volontà di valorizzare e tramandare la memoria della transumanza che, per secoli, ha profondamente caratterizzato la vita delle comunità alle pendici del Pratomagno. Ogni primavera, infatti, i pastori affrontavano un lungo e impegnativo viaggio per fare ritorno in Casentino dopo aver trascorso i mesi più freddi dell’anno nella più mite Maremma: accompagnando le greggi lungo sentieri, mulattiere e antichi tratturi, queste comunità pastorali custodivano un patrimonio di conoscenze, tradizioni e saperi tramandati di generazione in generazione che ha contribuito a modellare il paesaggio e la cultura del territorio. Queste suggestioni saranno proposte anche in occasione di “Sulle vie della transumanza” che sarà sviluppata su un percorso di circa diciotto chilometri in cui immergersi nei suggestivi scenari del Pratomagno e conoscere da vicino la storia della pastorizia e della vita rurale locale. L’escursione, arricchita da un pranzo con specialità del territorio dell’Associazione Produttori Valteggina, terminerà alle 16.30 con il ritorno nel borgo di Raggiolo dove partecipare alla Festa della Transumanza organizzata dalla Brigata di Raggiolo. Questa iniziativa è realizzata nell’ambito degli interventi “Giornate dell’Ecologia Rurale” e “Comunità 2030” finanziati con fondi PNRR per i Comuni di Ortignano Raggiolo e Chiusi della Verna per promuovere il patrimonio ambientale, storico e culturale delle comunità locali. La partecipazione è gratuita ma è richiesta la prenotazione al numero 370/13.18.284 o alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

 

Quale futuro è possibile per chi sceglie di vivere, restare o tornare nei piccoli paesi? È da questa domanda che nasce “Non voglio mica la luna”, il nuovo spettacolo itinerante prodotto da CasermArcheologica in collaborazione con Noidellescarpediverse APS e rumorBianc(O), scritto da Samuele Boncompagni e interpretato da Samuele Boncompagni e Chiara Renzi. Lo spettacolo debutterà in prima nazionale sabato 6 giugno a Chiusi della Verna.

L’opera nasce dal desiderio di CasermArcheologica di condividere alcune riflessioni maturate in anni di lavoro nelle aree interne.
 
L’organizzazione, con sede a Sansepolcro, ha rigenerato Palazzo Muglioni, oggi centro culturale aperto tutti i giorni, e sviluppa da tempo progetti di innovazione culturale e sviluppo locale nei territori della Valtiberina e del Casentino.
 
Da queste esperienze prende forma uno spettacolo che mette al centro le comunità dei piccoli paesi, interrogandosi sulle opportunità e sulle criticità che caratterizzano oggi questi territori.
Il testo prende spunto da una leggenda dell’Appennino tosco-romagnolo legata all’Alpe della Luna, dove si racconta che nelle notti di luna piena si possano intravedere due giovani innamorati nel tentativo di raggiungere la luna e realizzare il proprio sogno.
 
Da qui, attraverso una narrazione partecipata, ironica e coinvolgente, il pubblico è invitato a riflettere sui temi dello spopolamento, dei servizi, dell’accoglienza, del turismo e del senso dell’abitare oggi.
Tra teatro civile e gioco scenico, “Non voglio mica la luna” propone un’esperienza comunitaria che trasforma strade, piazze e luoghi di incontro in spazi di confronto, invitando a guardare ai piccoli paesi non solo come luoghi fragili, ma anche come possibili laboratori di nuove forme di vita, relazione e cooperazione.
La prima nazionale si terrà a Chiusi della Verna sabato 6 giugno 2026 alle ore 17.00. Il ritrovo è previsto presso la biblioteca comunale.
È poi previsto un calendario di repliche che toccherà Valtiberina e Casentino:

25 giugno – Ponte alla Piera
11 luglio – Moggiona
19 luglio – Faltona
26 luglio – Cetica

Per maggiori informazioni:
www.casermarcheologica.it

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Fondata nel 1984, la Società, con sede ad Arezzo, è attiva su tutta la filiera ed è partner d’eccellenza di tutti gli operatori del settore: miniere, commercianti professionali, banche, produttori di gioielli, consumatori industriali e investitori privati. La Società utilizza le più avanzate tecniche di affinazione per ottenere oro, argento, platino e palladio ai massimi livelli di purezza, osservando i più alti standard etici. Attraverso il dipartimento Precious Metals Sales, Italpreziosi supporta i clienti e gli intermediari finanziari in tutte le fasi della compravendita di oro, offrendo varie tipologie d’investimento: barre d’oro di fusione, lingotti da fusione, lingotti coniati e monete di borsa.
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