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Lunedì, 18 Maggio 2026 06:34

Billis sponsor di Master of Universe

Per il lancio nelle sale italiane del film Masters of the Universe, prodotto da Amazon MGM e distribuito da Sony PicturesItalia dal 4 giugno 2026, l’agenzia di entertainment marketing Wepromo ha coinvolto nelle attività di promozione Billis Maremma Bona, la catena italiana di burger che valorizza gli ingredienti ed esalta i sapori unici della Maremma. Nasce così un co-marketing originale e irresistibile, capace di unire cinema e gusto in un’unica esperienza grazie a un potente concept: Masters of Flavor: ogni morso ha qualcosa di straordinario. IL FILM - Diretto da Travis Knight, Masters of the Universe riporta sul grande schermo il leggendario franchise con questa epica avventura live-action. Dopo essere stati separati per 15 anni, la Spada del Potere conduce il Principe Adam (Nicholas Galitzine) di nuovo su Eternia, dove scopre la sua casa devastata dal diabolico dominio di Skeletor (Jared Leto). Per salvare la sua famiglia e il suo mondo, Adam deve unire le forze con i suoi alleati più fidati, Teela (Camila Mendes) e Duncan/Man-At-Arms (Idris Elba), e abbracciare il suo vero destino come He-Man — l’uomo più potente dell’universo.

Dal 4 maggio al 4 luglio 2026, in tutti i ristoranti Billis e presso i suoi food truck itineranti, sarà possibile non solo assaporare i panini limited edition ispirati all’universo di MOTU, ma anche vivere un’esperienza immersiva pensata per i fan della saga. Protagonisti dell’iniziativa sono i due burger a tema: l’Heroic Crunch, omaggio a He-Man, con hamburger di carne di Maremma, cheddar, patate fritte, lattuga, pomodoro e salsa honey; lo Skull&Bun, ispirato a Skeletor, con hamburger di carne di Maremma, cipolla caramellata, radicchio rosso piastrato e crema di gorgonzola. A completare l’attivazione, un insieme organico di creatività in-store che vestirà per due mesi tutti i locali di Billis con materiali on pack e supporti POP dedicati, trasformando così ogni punto vendita e ogni tappa italiana dei food truck in un’esperienza coinvolgente e spettacolare, perfettamente in linea con l’epica atmosfera del film. Il concept Masters of Flavor: ogni morso ha qualcosa di straordinario diventa il cuore pulsante della campagna, un richiamo immediato capace di trasmettere tutta l’energia e il fascino dell’universo di Masters of the Universe e di valorizzare, al contempo, i panini in edizione limitata di Billis. I materiali POP e on pack del brand, completamente reinterpretati in chiave MOTU, saranno affiancati da una strategia di comunicazione online ampia e coordinata, in cui verranno coinvolti i canali social e il sito ufficiale di Billis per dare un ulteriore boost di visibilità al progetto. A rendere il tutto ancora più dinamico saranno i cinque food truck itineranti, protagonisti di numerosi eventi in tutta Italia: un’attivazione capillare che porterà il co-marketing a incontrare il pubblico in modo diretto, coinvolgente e diffuso.

“Attraverso i nostri occhi. Raccontare Porta Romana attraverso la fotografia” è un progetto nato dal desiderio condiviso tra l’Istituto Superiore “Giovanni da Castiglione” e l’Istituzione Culturale ed Educativa Castiglionese, realizzato anche grazie al patrocinio del Comune di Castiglion Fiorentino, per dare voce ai ragazzi attraverso sguardi e narrazioni fotografiche.

 

Avviato nel mese di novembre 2025, il percorso ha coinvolto 30 studenti delle classi quarte che hanno partecipato con entusiasmo in orario extrascolastico. Il progetto si è articolato in numerosi incontri, guidati dalla professoressa Annalisa Lucani e dal professore Alessandro Sonnati, alternando momenti di teoria e pratica.

 

Durante il percorso, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di confrontarsi con importanti esperti del mondo della fotografia, tra cui Gabriele Galimberti, Antonio Manta e Carlo Landucci, e di approfondire la storia di Porta Romana con lo storico dell’arte Pierpaolo Mangani. Tra approfondimenti tecnici e uscite sul campo, gli studenti hanno esplorato e raccontato, attraverso l’obiettivo, i vicoli e le atmosfere di questo rione.

 

Dalle numerose fotografie realizzate, ne sono state selezionate 21 per l’allestimento di una mostra all’aperto, pensata per valorizzare lo sguardo autentico dei giovani su una parte preziosa di Castiglion Fiorentino.

 

“Uno spazio per dare voce ai ragazzi, alle loro visioni e per raccontare questa parte significativa del nostro territorio, cercando di coglierne le trasformazioni – dichiara la Presidente dell’ICEC Elisa Canocchi -. Un sentito ringraziamento va al Dirigente Scolastico e ai docenti che hanno curato il progetto con grande dedizione, contribuendo a creare un’importante occasione di crescita, espressione e partecipazione per i giovani coinvolti."

La Biennale Europea d’Arte Fabbrile di Stia apre una nuova fase della sua storia e si prepara a celebrare un anniversario di valore per il territorio: i 50 anni dalla nascita della manifestazione, che saranno festeggiati con un evento speciale in programma dal 4 al 6 settembre 2026.

 

Nei giorni scorsi si sono svolte, presso la sede dell’Associazione a Stia, le elezioni per il rinnovo del Consiglio dell’Associazione Autonoma per la Biennale di Arte Fabbrile Stia. I soci hanno eletto i 15 membri del nuovo consiglio: Maria Gemma Bendoni, Pier Paolo Biagiolini, Jonas Biggeri, Claudia Bresciani, Stefan Carpentier, Michela Cecconi, Laura Cocchetti, Benedetta Della Bordella, Bettina Della Bordella, Sandro Faggioli, Elena Fani, Carlo Gabrielli, Valeria Grofi, Piero Milli e Mario Sereni.

 

Nel corso della successiva seduta del Consiglio i neoeletti hanno scelto come nuovo presidente Piero Milli e hanno confermato come vicepresidente Benedetta Della Bordella. Milli succede a Maria Gemma Bendoni, alla guida dell’Associazione per tre mandati, dal 2014 al 2026. A lei e a tutto il consiglio va il ringraziamento dell’Associazione per il lavoro svolto in questi anni, per l’impegno dedicato alla crescita della manifestazione e per il contributo dato al consolidamento della Biennale come appuntamento di riferimento a livello nazionale e internazionale.

 

La nomina di Piero Milli si inserisce in un momento particolarmente significativo per la Biennale. Milli conosce da vicino la storia della manifestazione fin dalle sue origini: già in gioventù fu impegnato e attivamente coinvolto nell’allora Mostra Mercato del Ferro Battuto, nata nel 1976 e poi divenuta Biennale Internazionale d’Arte Fabbrile, capace negli anni di richiamare a Stia scultori del metallo, artisti e maestri fabbri di fama nazionale e internazionale.

Con l’introduzione del Campionato Mondiale di Forgiatura all’interno della Biennale, Piero Milli ha fatto parte negli anni delle giurie come segretario e ha svolto il ruolo di coordinatore di tutte le conferenze tenute da fabbri ed esperti del settore, seguendo da vicino l’evoluzione di una manifestazione che ha saputo unire competizione, ricerca artistica, tradizione artigiana e apertura al mondo. Dal 2016 ha inoltre fatto parte del Consiglio di Amministrazione di “RING – The Ring of European Cities of Iron Works” - l’Anello delle Città del Ferro, rete europea che riunisce comuni e borghi legati alla storia e alla cultura della lavorazione del ferro.

 

Il nuovo Consiglio accompagnerà dunque l’Associazione verso il cinquantesimo anniversario della Biennale, con l’obiettivo di valorizzare una storia nata nel cuore del Casentino e cresciuta fino a diventare un patrimonio condiviso da una comunità internazionale di fabbri, artisti, artigiani e appassionati.

L’evento speciale del 2026 sarà dedicato proprio ai 50 anni della manifestazione: non una normale edizione della Biennale, ma un momento celebrativo pensato per ricordare il percorso compiuto dal 1976 a oggi, rendere omaggio a chi ha contribuito alla sua crescita e rilanciare il ruolo di Stia come capitale italiana del ferro battuto e luogo di incontro tra tradizione e innovazione.

 

L’ultima edizione, la XXVI Biennale Europea d’Arte Fabbrile, si è svolta nel settembre 2025 e ha confermato la forza attrattiva della manifestazione, con oltre 350 fabbri presenti, più di 250 iscritti al Campionato di Forgiatura, migliaia di visitatori italiani e internazionali e un programma articolato tra forge, mostre, concorsi, incontri, installazioni e iniziative diffuse nel borgo. Un’edizione da record che ha ribadito il valore della Biennale non solo come appuntamento artistico e artigianale, ma anche come importante motore di promozione culturale e turistica per Stia e per il Casentino.

 

Prosegue anche per il 2026 il percorso del progetto europeo “Iron notes”, che vede la Biennale di Stia coinvolta insieme a partner internazionali in un lavoro di ricerca, formazione e scambio dedicato alla tradizione artigianale della forgiatura del ferro e alla sua funzione nella contemporaneità. Il progetto sarà presente sia all’evento speciale del cinquantenario nel 2026, sia alla prossima edizione della Biennale, in programma dal 3 al 6 settembre 2027, contribuendo a rafforzare la dimensione europea e internazionale della manifestazione.

 

Tutte le info su: www.biennaleartefabbrile.it

Venerdì, 15 Maggio 2026 09:31

Hotel Giardino

L’Hotel Giardino di Bibbiena (AR) è un albergo 3 stelle superior situato in posizione strategica nel cuore del Casentino, a breve distanza dalle principali attrazioni turistiche della vallata: il Castello di Poppi, i monasteri di Camaldoli e La Verna e la Fraternità di Romena.
Dopo una completa ristrutturazione seguita a 50 anni di attività, il palazzo rappresenta un unicum architettonico - per il toni antracite e alluminio della facciata e l’ascensore di vetro esterno - impreziosito dal design confortevole e dalle eleganti finiture moderne degli interni. 

 

Unità abitative 
22 unità abitative in totale, di cui 11 camere doppie/singole uso doppia, 2 triple, 2 quadruple, 4 suite/aparthotel e 3 appartamenti di 50 mq. in mansarda.
Due camere sono riservate agli ospiti disabili accompagnati.

Capacità totale
Fino a 65 ospiti.

 

Posizione
L’Hotel si trova nel centro di Bibbiena Stazione, in posizione tranquilla a 150 m. dalla Strada Statale Umbro-Casentinese SR71, e a 450 m. dalla Stazione Ferroviaria. In prossimità all’Hotel: un centro commerciale, una farmacia, un ufficio postale, un complesso sportivo.

 

 

Ristorante gastronomico
Il ristorante interno propone menù à la cartè selezionando i migliori ingredienti locali come gli affettati di Grigio del Casentino, i funghi porcini a la verdura di stagione, e propone le ricette tipiche della gastronomia casentinese.
Il risultato è una cucina creativa che attira i clienti dell’Hotel e gli abitanti della vallata.

 

 

Altri servizi
L’hotel dispone di un parcheggio per auto e pullman, di un garage e di un’officina di riparazione per biciclette e moto, di una terrazza esterna solarium con piscina idromassaggio riscaldata
e di una sala riunioni con capacità di 8 persone.

 

Fondazione e Restauro
L’Hotel, fondato nel 1968, è stato completamente ristrutturato nel 2018.

 

 

       

Sabato 6 giugno 2026 a Casa Masaccio | centro per l’arte contemporanea inaugura Imitation of Life (Imitare la vita), prima personale in un’istituzione pubblica italiana dell’artista taiwanese Skyler Chen. A cura di Marta Papini e in collaborazione con la galleria MASSIMODECARLO, la mostra interroga la tradizione della pittura occidentale attraverso forme dissonanti e frammenti narrativi.

Per la mostra a Casa Masaccio, Skyler Chen si confronta con i canoni della pittura rinascimentale italiana proprio nel luogo in cui questi hanno preso forma: la prospettiva lineare, il realismo delle proporzioni, l’idea di uno spazio ordinato e misurabile costruito per un unico punto di vista. Appropriandosi di questa stessa gabbia prospettica, l’artista inserisce alcuni elementi di disturbo – scritte, dettagli incongrui, ingrandimenti – che incrinano l’armonia delle scene.

Le immagini, a un primo sguardo classiche e dense di riferimenti alla storia dell’arte quattrocentesca, diventano minacciose e elettriche, come un cielo plumbeo che comprime l’aria prima di una tempesta. Questa tensione nasce da una domanda: cosa accade quando il punto di vista unico su cui si fonda la prospettiva lineare viene attraversato da una pluralità di soggetti e di storie?
Quando al soggetto universale della modernità si sostituiscono identità molteplici, queer e diasporiche, segnate dalla storia che quella stessa prospettiva ha contribuito a raccontare?

Le opere frutto di questi interrogativi non offrono risposte, anzi: appaiono come frammenti di una narrazione più ampia, fermo immagine di una storia di cui non si conosce né l’inizio né la fine, come un rebus di cui si fatica a trovare una soluzione.

Skyler Chen nasce nel 1982 a Kaohsiung, Taiwan, e oggi vive e lavora a Rotterdam.

I dipinti di Chen mescolano classicismo e modernità in scene intime e provocatorie, sospese tra l’iconografia tradizionale taiwanese e le immagini della cultura commerciale americana. Le composizioni di Chen sono abitate da figure enigmatiche in contesti familiari – riviste erotiche, dumpling, frutta fresca, uccelli – oggetti apparentemente quotidiani che diventano simboli di memoria, desiderio e identità. Cresciuto con una dislessia non diagnosticata, Chen ha trovato nella pittura il modo di parlare col mondo; la tela è diventata per lui sia un mezzo di espressione che un luogo di guarigione.

La sua ricerca ruota attorno all’identità queer asiatica – all’esperienza di crescere e vivere come persona queer in una cultura conservatrice, e a come questo plasmi il modo lo sguardo su se stessi e sul mondo. Le sue figure sono ferme e silenziose, contemporanee eppure senza tempo, e trasmettono uno dei sentimenti più diffusi del nostro presente: la solitudine.
Le opere di Chen sono presenti in importanti collezioni pubbliche tra cui l’Art Gallery of Western Australia a Perth, l’X Museum di Pechino, la George Economou Collection di Atene, la Beth Rudin DeWoody Collection in Florida e la Forbes Collection di New York. Nel 2025 ha partecipato alla 14ª edizione della Biennale di Taipei organizzata dal Taipei Fine Arts Museum.

Marta Papini è una curatrice indipendente. È la curatrice di Radis, progetto quadriennale di arte pubblica promosso dalla Fondazione ArteCRT. Nel 2025 ha curato Fata Morgana: memorie dall’invisibile con Massimiliano Gioni e Daniel Birnbaum, organizzata dalla Fondazione Nicola Trussardi a Palazzo Morando, Milano. È curatrice associata di Dimanche Sans Fin, presso il Centre Pompidou-Metz (2025).

Nel 2024 è stata curatrice associata de Il parlamento delle marmotte, 9° edizione della Biennale Gherdëina (2024), e di Pensare come una montagna (2024-2026), con Lorenzo Giusti. Nel 2023 ha fatto parte del comitato selezionatore del Future Generation Art Prize.

È stata l’organizzatrice artistica de Il latte dei sogni, 59esima edizione della Biennale di Venezia, a cura di Cecilia Alemani (2022). Ha curato e organizzato diverse mostre, tra cui Lonely Are All Bridges. Birgit Jürgenssen and Cinzia Ruggeri, Fondazione ICA, Milano (2025) and Galerie Hubert Winter, Vienna (2021); Il mondo magico, Padiglione Italia, 57esima della Biennale di Venezia (2017, curata da Cecilia Alemani); The Artist is Present, Yuz Museum, Shanghai (2018, con Maurizio Cattelan).

Orari: Casa Masaccio | centro per l’arte contemporanea
lunedì: chiuso
martedì – venerdì: 15-19
sabato, domenica e festivi: 10-13; 15-19
Ingresso gratuito

Visite guidate gratuite ogni sabato pomeriggio ore 17.30
prenotazione consigliata
055 9126168 | 055 9126283 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Casa Masaccio | centro per l’arte contemporanea
Corso Italia, 83 – 52027 San Giovanni Valdarno (AR)
Tel. 055 9126283 – Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Giovedì, 14 Maggio 2026 09:45

La Casina

Nel cuore del centro storico di Arezzo, a soli 200 metri dalla splendida Piazza Grande, La Casina è un accogliente appartamento pensato per offrire comfort e tranquillità in una delle zone più caratteristiche della città.

 

L’appartamento dispone di due ampie camere da letto, due bagni privati e una cucina completamente attrezzata. La struttura è ideale sia per famiglie e piccoli gruppi, con una capienza fino a tre ospiti per camera, sia per coppie che desiderano soggiornare in totale relax.
Su richiesta è possibile aggiungere un letto singolo oppure una culla per bambini.

 

Le camere possono essere prenotate anche separatamente:
• una con utilizzo della cucina;
• una senza utilizzo della cucina;
entrambe con bagno privato dedicato.

 

La posizione centrale permette di raggiungere comodamente a piedi i principali monumenti, ristoranti e attrazioni di Arezzo, rendendo La Casina la scelta ideale per vivere appieno l’atmosfera autentica della città.

 

  • CONTATTI
  • Via San Niccolò 4 - Arezzo
  • tel: 324 985 9555 
  • Whatsapp 344 5177798
  • Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. 
  • CIN: IT051002C2Z90G8TJ9
  • CIR: 051002LTN0905
Giovedì, 14 Maggio 2026 06:47

Arezzo Smart Festival 2026

Gli eventi dell’edizione 2026 dell’Arezzo Smart Festival sono online e, da lunedì 18 maggio, saranno acquistabili non solo i singoli biglietti ma anche l’abbonamento per i 5 eventi, di cui 2 prime nazionali.
L’Arena Eden sarà il palcoscenico all’aperto di tutti gli appuntamenti, segno che l’estate è già alle porte!

 

7 luglio / ore 21:15 (Prima nazionale)
Thony e Orchestra Multietnica di Arezzo
“Storie della buonanotte per bambine ribelli”
dall’omonimo best-seller di Elena Favilli e Francesca Cavallo (edito da Mondadori)

regia Francesco Frangipane
direzione d’orchestra Enrico Fink

 

12 luglio / ore 21:15 
Rosa” – concerto omaggio a Paolo Benvegnù
con
Luca Roccia Baldini – chitarra e voce
Sara Mazo – voce
Giorgia Poli – basso
Mariel Tahiraj – violino
Manuel Schicchi – chitarra
Giorgio Cedolin – batteria

ospite speciale Omar Pedrini – chitarra e voce

fonico Vanni Bartolini
produzione Officine della Cultura
evento realizzato in collaborazione con Men/Go Music Fest

 

21 luglio / ore 21:15 
Andrea Chimenti
“Del mio cuore in fondo”
e con
Francesco Cappiotti chitarra e cori

 

29 luglio / ore 21:15 (Prima nazionale)
Saverio Tommasi e Orchestra Multietnica di Arezzo
“Il Viaggio”
di Saverio Tommasi
regia Luca Roccia Baldini
musiche Enrico Fink
scenografie Lucia Baricci
fonico Gabriele Berioli
produzione Officine della Cultura

 

3 agosto / ore 21:15
Alessandro Fiori
“My Bands Collection”
e con
Massi Amadori chitarra
Alfredo Nuti basso
Giacomo Papini batteria

 

INFO e PREVENDITE

Officine della Cultura
via Vittorio Veneto 180/2, tel. 0575 27961 – 338 8431111
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

ingresso € 10
ridotto* € 8

* ridotto soci Unicoop Firenze, under 30 over 65

Martedì, 12 Maggio 2026 06:26

Nume Academy & Festival 2026 a Cortona

Grandi interpreti e guest star, giovani talenti già lanciatissimi, musica da camera, recital e concerti speciali. A Cortona, borgo toscano dal fascino incontaminato, con NUME Academy & Festival le eccellenze della musica classica invadono la città, dando vita a un’esperienza che oggi si presenta come una delle più originali nel panorama italiano, per pregio, glamour e progettualità.

Così il suono degli archi riecheggia nei vicoli del centro storico, tra i chiostri, il Teatro e la valle che si apre verso il Lago Trasimeno; le lingue del mondo s’incrociano e l’entusiasmo diventa palpabile tra i 13 brillanti giovani studenti di viola, violino e violoncello selezionati su oltre 350 domande, giunte anche quest’anno da tutto il mondo per Masterclass di Alta Formazione, completamente gratuite anche nell’ospitalità.

Un entusiasmo che contagia anche gli insegnati provenienti da alcune delle principali Accademie internazionali - professionisti che rendono questa esperienza ambita e prestigiosa - e le grandi star delle musica classica chiamate a tenere degli incontri speciali con gli studenti e ad esibirsi nel Festival che accompagna e completa questo incredibile evento musicale.

Il cuore di NUME Academy & Festival 2026, con la direzione di Natalie Dentini e direttore artistico Vlad Stanculeusa, promosso dall’Associazione Seraphino grazie al Comune di Cortona, a Camerata Lysy Rencontres Musicales e alla Tharice Foundation – Truus und Gerrit Van Riensdijk Stiftung, con il contributo del Ministero della Cultura e con main sponsor Estra, Mazda, Caurum, si svolge a Cortona con diverse iniziative legate al territorio fin dal 27 maggio ma con il focus degli eventi dal 17 giugno al 26 giugno.

È in questi giorni che si concentrano le lezioni di alta formazione ospitate nell’ex Convento di Sant’Agostino nel cuore storico della città (che il pubblico può seguire gratuitamente) e il nucleo centrale del cartellone: grandi interpreti internazionali e concerti cameristici di alto profilo con i musicisti alla guida della factory al Teatro Signorelli, recital dei giovani artisti di NUME Academy e programmi che, per qualità e costruzione, richiamano le grandi stagioni musicali europee.

Attorno a questo asse principale, altri appuntamenti prima e dopo il festival ne ampliano i riferimenti, estendendo il progetto al territorio e a pubblici ulteriori, con l’appendice di NUME Risonanze, un allestimento suggestivo che invade la città e l’ampio coinvolgimento delle scuole, grazie a laboratori di liuteria, spettacoli dedicati tra fiabe e musica, prove aperte dei concerti.

Nume Academy & Festival è innanzitutto la sua faculty: giovane, internazionale e già al vertice. I musicisti chiamati a guidare l’Academy appartengono a quella generazione di artisti che vive oggi il massimo livello della scena internazionale e che, proprio per questo, trasmette ai giovani interpreti una visione concreta, contemporanea e profondamente credibile del mestiere musicale.

Il nucleo centrale dell’Academy riunisce Stella Chen, violinista under 35 di profilo internazionale, docente alla Juilliard School, una delle figure più brillanti della sua generazione; Andreas Brantelid, under 40, che unisce una carriera concertistica di primo piano all’insegnamento presso la Royal Danish Academy; Vlad Stanculeasa, 42 anni, direttore artistico del progetto, concertmaster della Rotterdam Philharmonic Orchestra, solista e docente all’Università Mozarteum di Salisburgo, ed Ettore Causa, tra i violisti italiani più apprezzati al mondo, insegna alla Yale School of Music. Sono il cuore vivo del’Accademia.

Quindi NUME 2026 accoglie anche una guest faculty di assoluto rilievo: l’acclamato pianista americano e grande filologo Robert Levin, Torleif Thedéen, svedese, una delle voci più autorevoli del violoncello contemporaneo, il danese Nikolaj Znaider violinista noto per il suo virtuosismo ma anche direttore d’orchestra, considerato tra le figure più influenti della scena classica attuale e Lars Anders Tomter, spesso definito “il gigante della viola nordica” per la sua presenza scenica e la profondità interpretativa: figure che uniscono statura internazionale e profonda dedizione all’insegnamento, e star di primo piano dei concerti del Festival.

Robert David Levin, pianista, musicologo e compositore statunitense, è una figura centrale nell’interpretazione della musica classica e nella pratica filologica dell’esecuzione, noto per l’impegno nel recuperare lo spirito dell’era classica, in particolare con l’improvvisazione di cadenze e abbellimenti in stile mozartiano e beethoveniano. Straordinario come concertista sia su pianoforti moderni che su strumenti antichi (ricchissima la sua discografia) Levin si distingue anche come studioso, teorico e insegnante: ha ricostruito e completato opere incompiute di Bach e di Mozart (tra cui il Requiem e la Messa in Do minore) e le sue versioni sono pubblicate e interpretate in tutto il mondo. Dal punto di vista accademico, ha diretto tra l’altro il Dipartimento di Teoria Musicale al Curtis Institute of Music ed è stato docente alla SUNY Purchase, mentre alla Harvard University ha ricoperto per molti anni il ruolo di Professore delle Arti Umanistiche.

Anche la carriera concertistica dello svedese Torleif Thedéen – che suona un Guadagnini del 1783 – si estende da oltre trent’anni e vanta collaborazioni con alcune delle più importanti orchestre internazionali, tra cui la Royal Philharmonic Orchestra, l’Orchestra di Rotterdam, l’Orchestra della Radio Svedese, l’Orchestra di Vienna e molte altre. Thedéen è inoltre professore al Royal College of Music di Londra e all’Accademia di Musica di Oslo, ed è regolarmente invitato a tenere masterclass in tutto il mondo.

La doppia carriera, come solista e direttore d’orchestra, unita a una sensibilità musicale matura e raffinata, ha reso invece il violinista danese di origine polacco-ebraica Nikolaj Szeps-Znaider una delle grandi figure della scena musicale internazionale. Solista dalla carriera precocissima (sedicenne, vince il Primo Premio al Concorso Internazionale Carl Nielsen) ha collaborato con grandi direttori come Sir Colin Davis, Daniel Barenboim e Mstislav Rostropovič, mentre in qualità di direttore ha guidato la Chicago Symphony Orchestra, la New York Philharmonic, la Vienna Symphony, l’Oslo Philharmonic e numerose altre prestigiose ensemble. Szeps-Znaider, sostenitore attivo delle nuove generazioni di musicisti, ha assunto il ruolo di Music Director dell’Orchestre National de Lyon a partire dalla stagione 2020–2021.

Tra gli ospiti del Festival inoltre: la straordinaria mezzosoprano Fleur Barron, affiancata nel concerto d’apertura Martina Consonni (pianista ventinovenne comasca), Vlad Stanculeasa, Charles-Antoine Archambault (violoncellista solista dell’Orchestra sinfonica di Barcellona e Nazionale della Catalogna) e Francisco López.

Quindi i giovani artisti selezionati per NUME Academy 2026 tra le oltre 350 candidature internazionali: musicisti che arrivano da alcune delle istituzioni più prestigiose del mondo: Juilliard, Curtis, Yale, Hanns Eisler di Berlino, Musik und Kunst Privatuniversität di Vienna, Conservatorium van Amsterdam e altri centri d’eccellenza della formazione musicale internazionale. Interpreti che, pur all’inizio del percorso, mostrano già statura, riconoscibilità e autorevolezza: già con premi, fellowship altamente selettive, debutti in sale importanti e partecipazioni ai programmi e ai festival in cui oggi si forma la nuova élite della classica. Cortona li riunisce in un momento decisivo della loro crescita, quando la tecnica è già altissima, ma l’identità artistica può ancora essere scolpita nel confronto con grandi maestri e in un contesto di eccezione.

Basta scorrere i nomi per comprendere il livello di questa edizione. La violinista Anais Feller del Curtis Institute, ha già conquistato il Grand Prize all’ Hong Kong Generation Next Arts Competition 2025; Bohdan Luts ha vinto il Carl Nielsen International Competition e il Long-Thibaud International Violin Competition; Kento Hong, nel percorso Columbia-Juilliard, è stato selezionato come artista di punta della Juilliard Celebration 2026; la violista Alessandra Yang ha ottenuto il Chamber Music Award al Concours de Genève 2025; il violista Andy Park è stato premiato alla Primrose International Viola Competition; tra i violoncellisti figurano profili come Camden Archambeau, finalista al Juilliard Cello Concerto Competition, Isaac Lottman, premiato al Lions Europe Competition di Dublino, e Yireh Choi, Kovner Fellow alla Juilliard.

IL PROGRAMMA

Il 17 giugno, si apre il nucleo centrale del festival con “Fleur à ses Amis”, una serata costruita attorno alla voce e alla presenza di Fleur Barron, affiancata da Martina Consonni, Vlad Stanculeasa, Charles-Antoine Archambault e Francisco López. Il programma attraversa il cuore della musica francese tra Debussy, Fauré, Ravel e Caplet, e si presenta come un ritratto musicale condiviso, di grande raffinatezza timbrica e forte identità artistica.

Il 20 giugno, al Museo Diocesano, il concerto-conferenza “I Segreti della Liuteria” accompagna il pubblico in un viaggio tra costruzione dello strumento, sapere artigiano e musica dal vivo. Con Bade Dastan al violino, giovane artista della NUME Academy e Matteo Fantoni come relatore, l’incontro restituisce alla musica anche la sua dimensione materiale: il legno, la mano, la bottega, la nascita della voce sonora.

Il 21 giugno uno degli appuntamenti più emblematici dell’intera edizione: “Legends: A Stradivari Night with Robert Levin”. Accanto a Robert Levin, Stella Chen, Vlad Stanculeasa e Andreas Brantelid suonano tre inestimabili opere d’arte del leggendario liutaio Antonio Stradivari: il “General Kyd” del 1720, l’“ex Jules Garçin” del 1731 e il “Boni-Hegar” del 1707. È una serata che unisce prestigio internazionale, rarità assoluta e altissima concentrazione interpretativa.

Il 22 giugno arriva un altro vertice del cartellone con “Nikolaj Szeps-Znaider: To My Friends”. Sul palco si ritrovano Enrico Pace, Nikolaj Szeps-Znaider, Stella Chen, Ettore Causa e Torleif Thedéen, in una serata che mette al centro il valore dell’amicizia nella musica da camera attraverso il Trio “Arciduca” di Beethoven e il Quintetto op. 34 di Brahms. È uno di quegli incontri che bastano, da soli, a dare la misura internazionale di un festival.

Il 23 giugno e il 24 giugno, arrivano le due serate di Next Gen — Il Futuro della Classica, dedicate ai giovani artisti di NUME Academy. Nella prima serata sono annunciati James Birch, Bohdan Luts, Bade Dastan, Nicolas Perkins, Andy Park e Isaac Lottman; nella seconda Anaïs Feller, Michael Lewin, Kento Hong, Julia Smit, Alessandra Yang e Yireh Choi. Il programma verrà comunicato a ridosso degli eventi, ma il senso è già limpido: offrire al pubblico l’incontro diretto con interpreti che appartengono già, per qualità del presente, alla geografia internazionale della nuova classica.

Quindi i concerti in cui giovani interpreti e grandi artisti si incontrano dentro paesaggi musicale di forte tensione interiore.

Il 25 giugno, al Teatro Signorelli, arriva “Tramonti”, un concerto costruito attorno al tema del congedo. Da una parte il Quartetto op. 27 di Edvard Grieg, affidato a Bohdan Luts, James Birch, Nicolas Perkins e Andreas Brantelid; dall’altra il Quintetto op. 111 di Johannes Brahms, con Vlad Stanculeasa, Bade Dastan, Andy Park, Lars Anders Tomter e Isaac Lottman.

Il 26 giugno il festival si chiude con “Nostalgia”, che mette in dialogo due capolavori segnati dalla perdita e dalla distanza: il Quartetto op. 80 di Felix Mendelssohn, scritto dopo la morte della sorella Fanny, e il Quintetto “Americano” di Antonín Dvořák, attraversato dalla nostalgia della patria lontana. Sul palco, Stella Chen, Anaïs Feller, Alessandra Yang e Camden Archambeau per Mendelssohn; Michael Lewin, Kento Hong, Ettore Causa, Julia Smit e Yireh Choi per Dvořák.

È una chiusura di forte intensità emotiva, quasi un addensarsi finale del racconto musicale di NUME.

 

 

“NUME RISONANZE” CON IL DUO TAMBURINI-BEVILACQUA E IL VIOLINISTA E VISIONARIO ARRANGIATORE ROBERTS BALANAS

Il progetto, si estende infine oltre il suo nucleo centrale, grazie al collaterale di “NUME Risonanze” con un’anticipazione il 4 giugno a Cortona presso la Chiesa di San Domenico, ove si esibirà lo strepitoso Duo Tamburini-Bevilacqua e con una travolgente appendice il 10 luglio dove Roberts Balanas, porta NUME verso un’altra energia performativa.

La violinista Clarissa Bevilacqua dalle folgoranti capacità tecniche, da enfant prodige (all'età di nove anni ha debuttato al Pritzker Pavilion di Chicago davanti a diecimila persone) e avida studiosa, ha bruciato le tappe di una carriere luminosa con uno sguardo al repertorio classico (appassionata di violini antichi) ma anche ai compositori contemporanei. Un’attenzione che l’avvicina al talentuoso violoncellista Francesco Tamburini, anch’egli vincitore di numerosi concorsi internazionali, protagonista di importanti concerti sui palcoscenici internazionali e dal 2022 nella Camerata Salzburg come Guest Player (Internship/Praktikum). I due musicisti proporranno un repertorio di grandi autori del Novecento: Reinhold Glière, Eugène Ysaÿe, Maurice Ravel, Johan Halvorsen e Iannis Xenakis.

Virtuoso del violino e arrangiatore visionario, il lettone Roberts Balanas costruisce un’esperienza che attraversa classica, jazz e improvvisazione, aprendo il progetto a un pubblico più trasversale senza smarrirne l’ambizione artistica. È forse proprio qui che NUME rivela fino in fondo la sua identità: nella capacità di tenere insieme un festival centrale di altissimo profilo e una costellazione di altri appuntamenti che ne ampliano il significato. Non una semplice sequenza di concerti, ma un progetto musicale riconoscibile, coerente e vivo che continua a crescere e che ha trovato a Cortona il luogo del cuore e la sua dimensione ideale.

I numeri di questa manifestazione nel suo complesso (nata nel 2018 sul Lago Maggiore e dal 2022 a Cortona, dove ha trovato la sua sede ideale) parlano da soli: 1986 candidature ricevute per accedere a NUME Academy, 133 studenti selezionati in tutto il mondo e ammessi alle masterclass totalmente gratuite, 120 artisti ospiti internazionali, 85 concerti 7.000 spettatori più di 100 soggetti coinvolti tra partners, fondazioni e mecenati, 25 scuole e conservatori del territorio coinvolti, 10 laboratori di liuteria nelle scuole elementari, 4 concerti per le scuole, 800 giovanissimi studenti delle scuole locali che hanno assistito alle masterclass o alle prove aperte

È in questa traiettoria che si inserisce anche la visione di lungo periodo del progetto: fare di Cortona un luogo sempre più riconoscibile come residenza artistica permanente e centro di riferimento per gli archi, capace di attrarre giovani musicisti dall’Italia e dall’estero e di dare continuità, nel tempo, a un’esperienza che oggi si presenta già come una delle più originali nel panorama italiano. I materiali di progetto indicano infatti come missione la creazione a Cortona di un’accademia stabile di musica classica, attiva durante tutto l’anno, come centro formativo di alto perfezionamento per giovani strumentisti.

Una perla rara nell’ambito dei progetti musicali e delle proposte estiva con la passione dei grandi interpreti internazionali, la luce di stelle che si stanno per accendere nel firmamento e la poesia di un paesaggio unico e di un tessuto urbano intriso di arte e storia.

INFORMAZIONI

www.numefestival.it / +39 375 146 3319 / Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

INFO, PRENOTAZIONI E BIGLIETTI

Online: www.numefestival /

Onsite, dal 28 maggio: presso InfoPoint in Piazza Signorelli a Cortona

 

Riferimenti per la stampa:

NUME Academy & Festival: Villaggio Globale International - Antonella Lacchin

T. + 39 5904893 / M. + 39 335 7185874 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

L’arte del ciclismo in mostra nel castello di Marciano della Chiana. La Sala Leonardo da Vinci diventerà il suggestivo scenario della mostra di pittura “Dal pedale alla tela” che verrà inaugurata alle 18.00 di sabato 9 maggio e che riunirà alcune delle opere più iconiche dell’artista spagnolo Miguel Soro, andando a offrire un viaggio visivo tra campioni, emozioni, memorie e fatiche collegate alla storia delle due ruote. L’esposizione, inserita tra gli eventi collaterali della dodicesima edizione de La Chianina Ciclostorica, resterà poi allestita e visitabile gratuitamente fino a domenica 14 giugno, permettendo di immergersi in un racconto artistico capace di coniugare sport, storia e passione.

“Dal pedale alla tela” permetterà di ammirare dal vivo l’arte materica, istintiva e profondamente espressiva di Soro, pittore nato a Xàtiva nel 1976 e cresciuto in una famiglia fortemente legata al ciclismo. La sua vita è stata segnata proprio dalle due ruote: da giovane agonista è arrivato a competere a livello internazionale, partecipando alla Coppa del Mondo Junior del 1994 e conquistando importanti risultati, prima di correre da professionista tra Spagna, Portogallo e Italia fino al 2003. Terminata la carriera sportiva, Soro ha intrapreso un nuovo percorso per raccontare il ciclismo tramite la pittura con uno stile personale con cui ha ottenuto premi e riconoscimenti in Spagna e all’estero. La sua arte è caratterizzata da un linguaggio immediato e dinamico, costruito attraverso colori acrilici, pennellate dense e lavorazioni a spatola che danno vita a superfici vibranti dove è centrale anche l’utilizzo del collage con fotografie, ritagli e materiali diversi che contribuiscono a creare composizioni stratificate e narrative. Le tele di Soro esprimono l’esperienza diretta della fatica, della velocità e dell’epica dello sport: ritratti e gesta dei grandi campioni del passato sono affiancati anche da rappresentazioni dei semplici appassionati incontrati nelle ciclostoriche, in un racconto che unisce mito e dimensione popolare. La mostra “Dal pedale alla tela”, inserita all’interno della rassegna Chianina Art, ribadirà il forte legame tra La Chianina Ciclostorica e Soro che, in passato, ha già fatto tappa a Marciano della Chiana per immortalare i momenti, i volti e le atmosfere della manifestazione di ciclismo storico della Valdichiana. «Marciano della Chiana è il luogo dove è nata la Toscana - commenta Soro, - e la Toscana è una terra di grandi ciclisti e di grandi manifestazioni ciclistiche. Sono dunque onorato di poter allestire una mostra dedicata alla mia arte in occasione de La Chianina Ciclostorica, un evento dove ritrovo lo spirito del ciclismo che amo fatto di passione, di persone e di storie da raccontare».

Con la cerimonia della colata della cera di venerdì 8 maggio prenderà avvio il programma della 31^ edizione della Giostra dell’Archidado. L’appuntamento è alle 21,30 in piazza della Repubblica, mentre il giorno seguente a Santa Margherita si terrà la cerimonia dell’offerta dei ceri. Da questo fine settimana si aprono ufficialmente le attività che porteranno a domenica 14 giugno, alla 31^ Giostra dell’Archidado. Nel programma sono confermati i Mercatini medievali dal 31 maggio al 2 giugno, in piazza Signorelli con scene di vita dell’epoca, giullari, falconieri e arcieri, oltre alla Taverna del Balestriere. Il 23 e 24 maggio si terrà il festival dedicato alla bandiera: «Bigordi e Banderie».

Da giovedì 11 giugno ogni sera alle 21:30 piazza Signorelli ospiterà alcuni momenti: si comincia con il «Palio della Civetta», gara di tiro con l’arco medioevale. Venerdì 12 la Serata delle bandiere e sabato 13 la Rievocazione storica del matrimonio tra Francesco Casali e Antonia Salimbeni. Domenica 14 Giugno alle ore 16 si terrà la 30^ edizione della Giostra dell’Archidado con la sfida fra i quintieri Sant’Andrea, San Marco e Poggio, Peccioverardi, San Vincenzo e Santa Maria.

La manifestazione è organizzata dal Consiglio dei Terzieri con il patrocinio dell’Amministrazione comunale.

 

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