In principio fu la “Festa del Carro Agricolo” ed ora, passando dalla “Settimana Castiglionese”, si chiama “Maggio Castiglionese”.
50 anni di storia castiglionese raccontati nella mostra “Immagini e memorie della Settimana Castiglionese” che verrà inaugurata domani ore 10.30, Atrio di Palazzo San Michele, dopo l’apertura ufficiale del “Maggio Castiglionese, domani mattina ore 10,00 a Porta Fiorentina.
La mostra sarà visitabile fino al 30 settembre e conta 33 foto dal 1976 al 1998, 10 manifesti dal 1980 al 1998, annulli filatelici anni 80 oltre ad un video promozionale Settimana Castiglionese a cura di Eros Menci, 1981. Il materiale proviene dalla fototeca comunale e fondo manifesti storici.
“La mostra racconta l’evoluzione identitaria di mezzo secolo di storia del nostro comune in tutte le sue espressioni” spiega l’assessore alla Cultura, Massimiliano Lachi, che aggiunge “dalle attività economiche all’orto florovivaismo, alla cultura con mostre e incontri letterari”.
La “Settimana” (1974) e dal 1987 il “Maggio Castiglionese” nasce per promuovere e valorizzare il nome di Castiglion Fiorentino fuori dai confini territoriali e negli anni è stato anche il viatico per l’economia locale trasformando il paese in un centro vitale e fiorente. In questi 50 anni anche i prodotti esposti sono cambiati prima il “Parterre” ospitava essenzialmente macchine agricole oggi si parla di eccellenze enogastronomiche.
Gioca l’asso del rapper il Mengo Music Fest e annuncia un evento post festival in programma al Valdichiana Designer Village. Il 25 luglio prossimo a Foiano della Chiana a ingresso libero arriva Ernia. Pseudonimo di Matteo Professione, il rapper classe '93, è conosciuto per il suo stile lirico e versatile, ha iniziato nei Troupe d'Elite con Ghali prima di intraprendere una carriera solista di successo, consacrata da album come Gemelli e Io non ho paura. Nel 2025 ha pubblicato il suo quinto album in studio Per soldi e per amore, da cui è stato estratto il singolo Per te. Il disco si compone di dodici tracce, tra cui quattro collaborazioni con i Club Dogo, Kid Yugi, Madame e Marracash, dopo aver esordito in vetta alla classifica Fimi Album, è stato certificato disco di platino. “Il 25 luglio Ernia sarà al Valdichia Village e chiuderà la serie di collaborazioni con Foiano dopo quella del 4 luglio con Dargen D’Amico e dopo altri due eventi minori in programma negli altri sabati di luglio l’11 e il 18 – spiega Paco Mengozzi patron del Mengo Music Fest – Si tratta di una delle tante collaterali al Mengo che partono il 3 luglio con il concerto di Serena Brancale a Poppi. L’11 luglio al Prato invece arrivano i Subsonica in una data a pagamento e l’unica in Toscana, per il loro tour estivo Terre Rare.
Gli abbiamo chiesto di venire in città già dal giorno prima per realizzare uno spettacolo dedicato al loro trentennale, e magari renderli protagonisti di un talk da Sugar nel pomeriggio del concerto”. Brancale, Dargen d’Amico, Subsonica, Ernia. Sono tanti i nomi delle collaterali al Mengo, e sono molti di più gli artisti che si esibiranno durante le date del festival vero e proprio in programma al parco del Prato dal 14 al 18 luglio prossimi. In arrivo quattro serate a ingresso libero più una, l’ultima, a pagamento. “Il festival si apre il 14 luglio con Motta ed Emma Nolde – ricorda Mengozzi – il 15 ci saranno Maria Antonietta e Colombre e Ele A, il 16 Ditonellapiaga, Casino Royale e Mind Enterprises di ritorno da Coachella, venerdì 17 luglio Zen Circus, Shame e 2manydjs, sabato 18 luglio chiusura con l’unica serata a pagamento con I cani, Vintage Violence, Mille, Napoli Segreta”. Tra le novità il secondo palco al Prato, l’area benessere a 360 gradi e la scaletta dei talk da Sugar.
Si è conclusa con successo la masterclass che ha visto il ritorno ad Arezzo del grande baritono Lucio Gallo, alla guida degli allievi de “Le Stanze dell’Opera”, il progetto formativo che trasforma la passione per la lirica in alta specializzazione professionale grazie al perfezionamento con i grandi interpreti mondiali.
La terza edizione del percorso promosso da Fondazione Guido d’Arezzo, con la direzione artistica dal baritono di fama internazionale Mario Cassi, è in corso fino al 7 luglio presso CaMu – Casa della Musica di Arezzo, nella centrale Piazza Grande. Qui docenti di prestigio quali Katia Ricciarelli, Franciso Araiza, Veronica Cangemi, Marina Dardani, Alberto Gazale, Gaia Matteini si alterneranno in percorsi formativi unici ed esperenziali, consolidando un’offerta che si apre a varie novità, tra cui la specializzazione nei nuovi mestieri del palcoscenico, in cui il “dietro le quinte” diventa protagonista, con il corso per direttori e tecnici di palco.
Ha dichiarato Lucio Gallo: “Essere qui oggi è per me un onore e un privilegio, ed è entusiasmante ritrovare ragazzi con cui ho già lavorato nelle precedenti edizioni e constatare che hanno fatto grandi progressi, dimostrando di aver messo in pratica gli insegnamenti”.
Tra i punti di forza del progetto, la proficua collaborazione tra musica ed imprese, una sinergia tra il mondo dell’Opera e quello produttivo, con la finalità di avvicinare sempre più cittadini alla lirica ed al tempo stesso di creare valore per il territorio e per le realtà economiche locali. Per questo, anche quest’anno sono disponibili borse di studio. "Un gesto concreto per sostenere il futuro della lirica. Un ringraziamento speciale va alle importanti realtà Unoaerre e Caurum che hanno scelto di rinnovare il loro sostegno al talento", dichiara il direttore del progetto Mario Cassi.
Il cuore del progetto rimane l'eccellenza nell'insegnamento del canto. Il calendario vedrà il ritorno di nomi leggendari del panorama lirico mondiale, in primis il soprano Katia Ricciarelli (dal 3 al 6 maggio) e il tenore di origini messicane Francisco Araiza (25-30 maggio), pilastri della tecnica e dell’interpretazione. E ancora: il baritono e regista Alberto Gazale, tra gli interpreti più autorevoli della sua generazione, con oltre ottanta ruoli da protagonista nei maggiori teatri del mondo, guiderà “Tecnica vocale e gestione scenica del corpo” (dal 3 al 6 giugno). A seguire la masterclass dedicata al repertorio classico, da Händel a Mozart, nella prassi esecutiva moderna con Veronica Cangemi, uno dei soprani più versatili della scena musicale odierna (13-16 giugno). Chiusura dal 3 al 7 luglio con “I Mestieri del palcoscenico – Direzione di scena e maestro collaboratore” con Marina Dardani, professionista di consolidata esperienza nel settore del management operistico e teatrale, con una specializzazione specifica nella direzione di scena e nell’organizzazione tecnico-logistica di grandi produzioni internazionali. Per la prima volta, "Le Stanze dell'Opera" introduce infatti un corso dedicato a Direttori di Palcoscenico e Tecnici di Palco. L'obiettivo è formare figure professionali capaci di gestire la complessa macchina teatrale, unendo la teoria alla pratica del laboratorio operistico.
“Il nostro obiettivo è offrire una formazione a 360 gradi. Non solo la voce, ma tutto ciò che rende magica l'Opera: dai grandi interpreti alla precisione tecnica dei direttori di palco. - dichiarano gli organizzatori - Le Stanze dell’Opera è un progetto dedicato all'alta formazione lirica che mira a tramandare la tradizione del belcanto e le competenze tecniche teatrali alle nuove generazioni, creando un ponte diretto tra studio e carriera professionale”.
“Ovunque mi trovi, nei teatri italiani ed esteri, ricevo apprezzamenti e offerte di collaborazione per il progetto, e ciò mi emoziona molto. È stato bello vedere i nostri allievi cimentarsi in spettacoli quali il Gianni Schicchi, o il Rigoletto al Teatro Petrarca, entrambe nostre produzioni. Dai banchi di scuola al palco, un sogno che diventa realtà per tante promettenti stelle”, conclude Mario Cassi.
Tutto il programma su https://www.fondazioneguidodarezzo.com/offerta-formativa/offerta-formativa-2026/
L’Orchestra da Camera Fiorentina porta ad Arezzo una rassegna di quattro appuntamenti serali che trasformano il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna in un raffinato palcoscenico. Il ciclo si apre il 29 aprile e prosegue fino a luglio, con concerti che spaziano dai grandi classici, come Rossini, Mendelssohn e Beethoven, a programmi più originali, fino alle colonne sonore del cinema.
Sul podio si alternano direttori di rilievo internazionale come Vanessa Benelli Mosell e Giuseppe Lanzetta, accompagnati da solisti di alto livello.
Un’occasione perfetta per visitare uno splendido museo immersi nella musica dal vivo, in un dialogo continuo tra arte, storia e cultura.
mercoledì 29 aprile
ore 21:00
Direttore: Vanessa Benelli Mosell
Violino Solista: Wolfgang Redik
G. Rossini – Ouverture de “L’Italiana in Algeri”
F. Mendelssohn – Concerto in mi minore per violino e orchestra
L. van Beethoven – Sinfonia n.8 in fa maggiore op. 93
Prevendita on-line sulla piattaforma Ticketone
sabato 9 maggio
ore 21:00
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Fagotto: Andrea Zucco
Clarinetto: Calogero Palermo
S. Galanti – Violandante
W.A. Mozart – Concerto per pianoforte n.9 in mi bemolle magg. “Jeunehomme Konzert” K271
W.A. Mozart – Sinfonia in la magg. n.29 K201
Prevendita on-line sulla piattaforma Ticketone
venerdì 5 giugno
ore 21:00
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Pianoforte: Fernando Diaz
Tromba: Marcello Nesi
W.A. Mozart – Ouverture da “Il Flauto Magico”
R. Strauss – Concertino per fagotto e clarinetto
L. van Beethoven – Sinfonia n.6 “Pastorale”
Prevendita on-line sulla piattaforma Ticketone
venerdì 3 luglio
ore 21:00
Direttore: Giuseppe Lanzetta
Pianoforte: Fernando Diaz
Tromba: Marcello Nesi
MUSICHE DAL GRANDE SCHERMO
Omaggio a Ennio Morricone, Nicola Piovani, Nino Rota, Luis Bacalov
Prevendita on-line sulla piattaforma Ticketone
Informazioni
Contatti:
Orchestra da Camera Fiorentina
+39 055 783374
+39 333 7883225
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C’è un luogo, nel cuore della Valdichiana, dove il tempo dello shopping si intreccia con quello della cultura. È il Valdichiana Designer Village, che dal 25 aprile al 27 giugno ospita “Valdichiana Reading”, la prima rassegna dedicata agli amanti della lettura e della scrittura.
Un progetto che nasce con un’idea chiara e contemporanea: trasformare un luogo votato allo stile e al lifestyle in un punto di incontro per le storie. Per chi le scrive, per chi le legge, per chi semplicemente ama lasciarsi attraversare dalle parole. Il Villaggio si fa così palcoscenico di appuntamenti che mescolano linguaggi e formati: spettacoli, live talk, workshop di scrittura, ma anche un concorso letterario, il coinvolgimento delle scuole, incontri con editori e momenti di confronto.
Un calendario pensato per creare connessioni autentiche, dove la cultura entra con naturalezza nella quotidianità. A guidare il progetto è la direzione artistica di Davide Ruffinengo, che costruisce una proposta capace di parlare a pubblici diversi, mantenendo sempre al centro il valore trasformativo della lettura.
Protagonisti dell’apertura, uno degli autori più significativi del panorama italiano contemporaneo: Davide Longo, che sabato 25 aprile alle ore 17:30 incontrerà il pubblico per un firmacopie presso la libreria Giunti al Punto, in un momento diretto e informale di dialogo con i lettori. Scrittore e sceneggiatore nato a Carmagnola e residente a Torino, dove insegna alla Scuola Holden, Davide Longo è autore di romanzi che hanno saputo coniugare profondità narrativa e tensione civile.
Tra le sue opere più note Un mattino a Irgalem, Il mangiatore di pietre, L’uomo verticale, Requiem di provincia e Maestro Utrecht. È inoltre il creatore della serie di romanzi polizieschi che ha per protagonisti Arcadipane e Bramard, con titoli come Il caso Bramard, Una rabbia semplice, La vita paga il sabato, La donna della mansarda.
Parallelamente alla scrittura, Longo porta avanti un’intensa attività formativa, lavorando con insegnanti di ogni ordine e grado sull’utilizzo delle tecniche narrative in ambito educativo. Nel 2017 ha firmato anche la sceneggiatura del film Il Mangiatore di Pietre, interpretato da Luigi Lo Cascio. Il giorno successivo, domenica 26 aprile dalle 10:00 alle 18:00, “Di cosa parliamo quando parliamo di storie”, un workshop di scrittura creativa su prenotazione andato esaurito in pochissimo tempo.
Un’intera giornata dedicata alla costruzione del racconto, all’esplorazione delle idee e allo sviluppo di uno sguardo narrativo personale. Un invito concreto non solo ad ascoltare storie, ma a iniziare a scriverle. “Valdichiana Reading” proseguirà poi fino a fine giugno con un calendario ricco di ospiti e incontri, confermando Valdichiana Designer Village come uno spazio capace di evolversi e accogliere nuove forme di esperienza.
Perché oggi più che mai, anche tra vetrine e passeggiate, c’è spazio per fermarsi, ascoltare, immaginare. Il calendario proseguirà nelle settimane successive con una serie di incontri che intrecciano letteratura, divulgazione e attualità:
30 maggio – Marco Malvaldi & Davide Ruffinengo Leggere non serve a niente Monologo a due voci sul potere della lettura: un dialogo brillante e fuori dagli schemi sul valore dei libri, tra ironia, riflessioni e punti di vista inaspettati.
6 giugno – Andrea Maggi Un Prof. tra scuola, scrittura e televisione Un incontro tra scuola, televisione e scrittura per scoprire il percorso e il pensiero di uno dei volti più riconoscibili della divulgazione culturale.
13 giugno – Piera Levi-Montalcini & Sara Garofalo La scienza nasce dalla curiosità Un confronto che accompagna il pubblico alla scoperta del mondo, del pensiero scientifico e dei meccanismi che guidano le nostre scelte.
20 giugno – Claudia De Lillo Figli, istruzioni per l’uso Uno sguardo ironico e autentico sulla vita quotidiana, tra famiglia, lavoro e cambiamenti della società.
27 giugno – ospite a sorpresa Un appuntamento conclusivo che promette nuove sorprese e ulteriori momenti di condivisione.
Il progetto si inserisce in un più ampio percorso di valorizzazione culturale, confermando il Valdichiana Designer Outlet Village come luogo sempre più attento alla comunità e alla diffusione della lettura. “Valdichiana Reading” si propone infatti come un’esperienza accessibile e coinvolgente, capace di avvicinare nuovi lettori e offrire occasioni di crescita personale attraverso i libri.
Spettacoli, contest urbani, laboratori, campus e audizioni nella prima edizione di Arezzo Dance Hub.
L’associazione culturale Progetti Per La Danza ha avviato il conto alla rovescia verso una rassegna che, da mercoledì 8 luglio a domenica 19 luglio, catalizzerà i riflettori della danza nazionale e internazionale sulla città di Arezzo attraverso dodici giornate di eventi che trasformeranno il centro storico in un palcoscenico a cielo aperto.
La qualità e la completezza del progetto hanno meritato la vittoria del bando “Contributo Giovani 2026” del Comune di Arezzo per la propria capacità di abbinare arte, formazione, promozione del territorio e inclusione.
Arezzo Dance Hub sarà una vera e propria piattaforma dedicata alla valorizzazione della danza nelle sue molteplici declinazioni con un percorso che troverà compimento nel gran galà finale del 19 luglio nella Fortezza Medicea quando sarà previsto lo spettacolo “La danza delle emozioni” con giovani talenti del panorama coreutico e professionisti affermati.
Tra questi rientreranno anche i due aretini Mattia Longhitano della compagnia Musikalischen Komödie di Lipsia ed Elena Bidini del corpo di ballo del Teatro dell’Opera di Roma che torneranno eccezionalmente a ballare nella città dove sono cresciuti e dove hanno mosso i primi passi del loro percorso artistico.
Il programma sarà aperto dall’8 al 10 luglio dai laboratori “Vestire la danza” con workshop pratici di scenografia e costume teatrale per esplorare le professioni dietro le quinte, abbinati a seminari teorici sulla storia della danza e delle culture urbane come strumento di riscatto sociale.
Il cuore di Arezzo Dance Hub sarà poi rappresentato dalla quattordicesima edizione del campus InDanza&InArte con una settimana di lezioni tenute da docenti di fama internazionale tra più location del centro cittadino a cui sono attesi oltre cento allievi da tutta la penisola.
Ad arricchire il calendario sarà anche il progetto CAB – Collettivo Arezzo Ballet con sessioni di orientamento al lavoro, simulazioni di audizioni e momenti di formazione per fornire sostegno ai giovani danzatori per un futuro professionale.
Il gran finale dal 17 al 19 luglio, infine, sarà dedicato ai grandi eventi con il contest “The other side of art” in piazza Grande per dar vita a sfide di street dance e hip hop tra crew locali e crew nazionali, con gli spettacoli nei musei cittadini per creare un connubio tra danza e opere d’arte, con una masterclass al teatro Petrarca e con l’appuntamento conclusivo de “La danza delle emozioni”.
«La rassegna – commenta Anna Pagano, presidente della Progetti Per La Danza, – vuole trasformare Arezzo in una città-palcoscenico capace di offrire percorsi di alta formazione coreutica, orientamento professionale e integrazione sociale, creando occasioni concrete di incontro tra allievi, docenti e professionisti per valorizzare il talento come leva di crescita personale e collettiva.
Il tutto, in stretto collegamento con il patrimonio artistico e culturale cittadino con la volontà di costruire un dialogo tra danza, luoghi e comunità».
Andrea Scanzi firma la direzione de “Gli Incontri – Le Parole”. Un viaggio civile tra musica e pensiero con Gratteri, Botteri, Foglietta, Iacchetti e Molinari. Sei dialoghi d’autore al tramonto (dalle 19.00), nei luoghi più suggestivi del festival, ovviamente accompagnati dalla musica del pianoforte
È Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Arezzo-Siena a fare da cornice all’annuncio di una collaborazione che segna un punto di svolta per Naturalmente Pianoforte 2026 (11 – 19 luglio).
Il festival che trasforma il Casentino in un unico palcoscenico a cielo aperto, svela oggi l’anima della sua sezione letteraria e civile: sarà lo scrittore, autore e interprete teatrale Andrea Scanzi a curare la direzione de “Gli Incontri – Le Parole”, insieme a don Luigi Verdi della Fraternità di Romena.
Sei dialoghi nati per abbattere i confini tra pensiero e musica: «Ho accettato senza indugio la proposta di questa collaborazione, – spiega Andrea Scanzi – perché adoro la mia provincia e adoro Naturalmente Pianoforte. Ho voluto portare in Casentino donne e uomini liberi, stimolanti, veri. Intervisterò persone che hanno ancora qualcosa di autentico da dire».
Il calendario delle parole
Il percorso si snoda come un vero e proprio pellegrinaggio laico tra le bellezze del Casentino, all’ora del tramonto (dalle 19). Ad inaugurare la sezione “Gli Incontri – Le Parole” martedì 14 al Castello di Poppi, sarà il dialogo tra don Luigi Verdi e Andrea Scanzi. Un confronto inedito, due voci diverse, ma complementari si incontrano per dare forma a un percorso fatto di domande, idee e sguardi sul presente.
Il ritmo si fa incalzante a metà settimana: mercoledì 15 luglio a Bibbiena, Andrea Scanzi incontrerà il fascino e il talento dell’attrice e regista Anna Foglietta, mentre giovedì 16, a Pratovecchio, la voce intensa di Simona Molinari si intreccerà alle riflessioni di don Luigi Verdi.
Il gran finale abiterà Piazza delle Rimembranze a Pratovecchio, trasformandola in un salotto en plein air dove Scanzi incontrerà l’ironia colta di Enzo Iacchetti (venerdì 17), il rigore e la forza civile del magistrato Nicola Gratteri (sabato 18), e la firma illustre del giornalismo internazionale e storica corrispondente RAI, testimone dei principali mutamenti geopolitici dagli anni ’90 a oggi, Giovanna Botteri (domenica 19).
Ogni parola sarà cullata dal suono dei tasti d’avorio. Ad alternarsi nelle serate saranno i pianisti Isabella Turso e Luis Di Gennaro.
La Sorpresa: Elio e la “Rivalutazione della Tristezza”
«Vogliamo che ogni incontro sia uno stimolo per la mente – aggiunge il Vicepresidente di Pratoveteri Aps, Luca Moretti – Per questo la direzione di Scanzi in questi appuntamenti, rappresenta l’evoluzione naturale di un festival che non vuole solo intrattenere, ma lasciare un segno nel vissuto di chi partecipa».
A suggellare questa unione tra parola e musica Moretti svela anche un grande artista musicale dell’edizione 2026 del festival: sabato 18 luglio, a Pratovecchio, ci sarà Elio, insieme ad Alberto Tafuri, con una produzione speciale: ‘La rivalutazione della tristezza’. Sarà un’espansione del teatro-canzone in una dimensione onirica, dove la satira diventa poesia e il pianoforte lo specchio dell’anima. Le prevendite per questo evento aprono proprio oggi.
Un Festival di Comunità
Organizzato da Pratoveteri APS con il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e il Comune di Pratovecchio Stia, Naturalmente Pianoforte 2026 si conferma un rito collettivo. Con oltre 130 pianisti che animeranno ogni angolo della vallata per 240 ore di musica, il festival invita a scoprire che la musica non è un evento da guardare, ma un’aria da respirare, un silenzio da abitare, una sinestesia da vivere.
Un progetto che nasce dalla sinergia profonda con le istituzioni, come sottolinea il Sindaco di Pratovecchio Stia, Luca Santini: «Naturalmente Pianoforte consolida il Casentino come palcoscenico culturale di rilievo nazionale. Come Amministrazione, siamo fieri di sostenere un’edizione che segna un ulteriore salto di qualità, ampliando la propria proposta dalla pura eccellenza musicale alla forza della parola. L’inaugurazione di questa sezione letteraria e civile permetterà al nostro territorio di diventare un laboratorio di idee e di impegno, un luogo ideale per riflettere insieme sul presente e sul futuro».
Claudia Mazzoli, Presidente FF del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna, aggiunge: «Si rinnova la collaborazione del Parco Nazionale nell’organizzazione dell’evento culturale diffuso, che elegge il territorio toscano del Parco a suo palcoscenico d’elezione. Questa edizione della manifestazione si distingue per l’unione tra l’espressione artistica musicale e una nuova dimensione di
dialogo, trasformando l’evento in un vero e proprio strumento per comunicare idee e sollecitare riflessioni profonde. Il Parco è una presenza attiva, arriveremo nelle piazze e nei luoghi più emblematici della manifestazione con l’obiettivo primario di comunicare la bellezza della natura e di sensibilizzare il pubblico sulle tematiche ambientali».
Conclude il Presidente della Camera di Commercio di Arezzo-Siena Massimo Guasconi “L’Ente accompagna la crescita di Naturalmente Pianoforte come progetto capace di connettere cultura e sviluppo locale. L’ingresso di Andrea Scanzi alla direzione de ‘Gli Incontri – Le Parole’ aggiunge una dimensione di approfondimento che va oltre l’offerta musicale, trasformando il festival in un’occasione di riflessione civile utile anche a valorizzare il territorio. La capacità di attrarre visitatori attraverso un programma così articolato genera ricadute concrete per il sistema economico locale, confermando quanto la sinergia tra enti e associazionismo sia fondamentale per la promozione della nostra provincia.”
Gli incontri:
martedì 14 luglio h.19:00 Poppi - Castello
mercoledì 15 luglio h.19:00 - Bibbiena, Terrazzo museo archeologico
giovedì 16 luglio h.19:00 Pratovecchio - Piazza delle rimembranze
venerdì 17 luglio h.19:00 Pratovecchio - Piazza delle rimembranze
sabato 18 luglio h.19:00 Pratovecchio - Piazza delle rimembranze
domenica 19 luglio h.19:00 Pratovecchio - Piazza delle rimembranze
Un’estate in sella alla Scuderia Pan. Il centro ippico di Molinelli tornerà a ospitare un doppio campeggio dedicato al mondo del cavallo e alla Giostra del Saracino che, nelle colline alle porte della città di Arezzo, permetterà a bambini e ragazzi con età tra i sette e i tredici anni di vivere un’esperienza immersiva tra natura, sport e scoperta delle tradizioni del territorio. Le date fissate sul calendario sono da lunedì 15 giugno a venerdì 19 giugno e da lunedì 31 agosto a venerdì 4 settembre quando verrà rinnovato un appuntamento ormai tradizionale nelle settimane che precedono la Giostra, con una proposta finalizzata a stimolare la passione per i cavalli, vivere le atmosfere della manifestazione storica e offrire una vera e propria opportunità di autonomia.
La Scuderia Pan offrirà una formula “full immersion” in cui i giovani partecipanti dormiranno in tenda nel giardino recintato del centro ippico in uno spazio verde, sicuro e attrezzato dove condividere momenti di socialità, collaborazione e divertimento sotto la costante supervisione di uno staff qualificato coordinato dalle istruttrici FISE Sonia Fardelli e Francesca Giacomoni. Il programma di attività alternerà lezioni di equitazione con pony e cavalli ad attività orientate alla cura e all’accudimento degli stessi animali per favorire lo sviluppo di senso di responsabilità, empatia e rispetto. Questo campeggio, aperto anche a ragazzi con disabilità per la specializzazione in sport integrati dello staff della Scuderia Pan, sarà arricchito da laboratori creativi, giochi di squadra ed escursioni nella natura, trovando poi il proprio elemento maggiormente identitario nella possibilità di assistere alle prove ufficiali della Giostra del Saracino e di vivere le atmosfere di questa manifestazione direttamente nel suggestivo scenario di piazza Grande.
Non solo campus: nel periodo senza scuola tra giugno e settembre, infatti, il centro ippico aretino organizzerà campi estivi rivolti a una fascia d’età tra i tre e i sedici anni. Ogni giornata sarà scandita da diversificate attività all’aria aperta tra lezioni di equitazione, cura dei cavalli, laboratori e momenti ricreativi con programmi calibrati in base all’età dei partecipanti e finalizzati a coniugare apprendimento, divertimento e crescita personale in un ambiente sano e stimolante. Per tutte le iniziative estive della Scuderia Pan sono già aperte le iscrizioni: per informazioni e prenotazioni è possibile contattare i numeri 339/38.31.416 o 334/15.45.975.
I gioielli d’artista di Alberto Zorzi, maestro orafo di rilievo internazionale, saranno protagonisti della mostra personale presso il Museo Orodautore di Arezzo, un unicum dedicato al gioiello contemporaneo con 350 opere fra gioielli, ornamenti e microsculture, che, dal 1970, raccoglie gli ultimi decenni di sperimentazione firmati da grandi designer e artisti, situato nel prestigioso Palazzo della Fraternità in Piazza Grande ad Arezzo.
Nei nuovi spazi espositivi de il Salone del Torri (entrata da via Vasari 3), sarà in esposizione l’antologica delle creazioni dell’artista veneto, rinomato scultore dell’ornamento e del manufatto, tra gli esponenti più significativi dell’oreficeria italiana contemporanea, vincitore di molti premi e riconoscimenti a livello mondiale. La mostra, dal titolo “Alberto Zorzi straordinario scultore orafo e il gioiello d’artista”, a cura di Giuliano Centrodi, curatore scientifico del Museo Orodautore, si inaugurerà venerdì 17 aprile alle ore 18.00, e sarà in esposizione fino al 1 novembre, con orario dal venerdì alla domenica, dalle ore 11:00 alle ore 19:00 (https://www.orodautore.org/).
Sarà possibile ammirare le opere più recenti dell’artista, con alcuni capolavori senza tempo della sua produzione. Tra queste, la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana, che può essere collegato anche ai plastici che dal Trecento si trovano in dipinti e sculture di santi in atto di mostrare la loro città alla tutela divina. La spilla rappresenta la città nella sua pianta pentagonale, è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate, smerigliate e lucidate. In mostra anche il collier presentato nel 2025 nella rassegna dedicata a Giorgio Vasari. Si ricordano le spille “Structura” in oro e tormaline e i gioielli “Scrittura” con superfici dalle lamine a basso rilievi che rimandano allo “stiacciato” donatelliano.
In partnership con la nota azienda Greggio Argenti 1948, si segnalano anche i due recenti progetti Pitagora e Fellini con sculture per la tavola e per l’uso quotidiano. Le due collezioni propongono vasi e candelabri, nelle forme quadrangolari, triangolari, semicircolari, vassoi circolari e ovali, caraffe e vasi ellittici e traslati; il centrotavola ‘E la nave va’, ad esempio, a forma di barca con la presa a modello di corno, sembra voler ricordare il famoso rinoceronte, ormai divenuto l’icona del film di Fellini.
Zorzi (Padova, 1958) è in costante ricerca e indagine estetica. Fonde materiali e pietre preziose che rendono le sue opere vere e proprie sculture di design da indossare e da usare quotidianamente. Sarà possibile ammirare una selezione di lavori storici e recenti del maestro. L’artista lavora i più svariati materiali – dall’oro al platino, dall’argento al rame, all’acciaio, all’ebano, ai quarzi – usa il colore e pietre particolari, da lui stesso disegnate, spesso anche tagliate e preparate direttamente, crea sempre invenzioni nuove sia riguardo alla materia che alla struttura, per lo più di tipo geometrico sulle quali può effettuare aperture e incisioni. Il gioiello per lui è valorizzato e inteso soprattutto come oggetto plastico che sia al contempo scultura, pittura, creazione artistica.
Afferma il curatore Giuliano Centrodi: “Dopo l’esposizione pensata per omaggiare Vasari, per inaugurare il calendario di mostre d’artista qui al nostro museo Orodautore abbiamo pensato subito ad Alberto Zorzi, protagonista indiscusso dell’arte del gioiello, tra i maggiori esponenti della Scuola di Padova. Con Arezzo ha sempre avuto un grande legame, ed è stato invitato quattro volte alle rassegne dell’Orodautore. Ad esempio "... mi posi all'orefice. Omaggio a Vasari”, il gioiello da lui progettato e realizzato è una scultura da indossare ed è il risultato di una invenzione plastica, una visione dall'alto di Arezzo racchiusa nella pianta pentagonale con,nella parte superiore Piazza Grande nella sua forma trapezoidale delimitata dalle Logge Vasariane fantasticamente pensate in doppia fila. Oltre alle logge si stende l'altra parte della città dove si riconoscono una porta e i campanili della Pieve e del Duomo in una sintesi di mirate e studiate proporzioni.. Zorzi nel nuovo secolo ha cercato di limitare le parti lucide nelle sue creazioni, ogni elemento, anche il più minuto deve essere coinvolto nella sua ricerca della preziosità, ne è la dimostrazione questo importante gioiello dove troviamo le superfici sabbiate, graffiate, smerigliate, incise a effetto seta, cesellate a granitura o texturate con utensili, strumenti e mezzi creati appositamente per avere sempre risultati nuovi ed originali frutto di una costante sperimentazione. La base del gioiello su cui poggiano gli elementi saldati è tutta finemente cesellata a granitura, tecnica che Gentile da Fabriano adottava nelle sue tavole a fondo oro, conosciuta anche da Cennino Cennini e Benvenuto Cellini che, parlandone nei loro trattati, la associano alla camosciatura”.
Docente di progettazione orafa e di design del gioiello per decenni, Zorzi ha formato generazioni di artisti tra Padova, Firenze, Ravenna e Venezia. Le sue opere presenti nelle collezioni di istituzioni come il Victoria and Albert Museum di Londra, il Musée des Arts décoratifs di Parigi, il Museum of Art & Design di New York, il Museo degli Argenti di Palazzo Pitti a Firenze e il LACMA di Los Angeles, raccontano un percorso coerente e rigoroso, fondato sul dialogo tra gesto e idea, forma e concetto.
“È per me motivo di gioia portare le mie creazioni in mostra proprio nella città dell’oro, nel Museo Orodautore dove sono presenti tanti artisti importanti. Lavoro dal 1980 in questo campo, e con Arezzo ho un forte legame sin dalla nascita di questo prezioso museo. - dichiara l’artista Alberto Zorzi - Ritengo che questa iniziativa sia molto utile anche per chi lavora in questo campo, per osservare la grande evoluzione nel campo del gioiello e oreficeria, che sta dando forma a linguaggi completamente nuovi”, conclude.
Il Museo Orodautore è un’eccellenza unica nel panorama mondiale artistico e manifatturiero internazionale. Testimonianza dello stile, della qualità e dell’innovazione della lunga tradizione orafa che da secoli caratterizza il territorio, è espressione massima di un distretto, quello aretino, vocato all’arte orafa fin dai tempi degli etruschi. Con oltre 350 opere uniche, esposte in numerose sezioni dedicate a designer di tutto il mondo, dimostra la capacità di innovare, creare e reinterpretare l’arte del gioiello in chiave contemporanea. Fra i tanti artisti i cui lavori hanno trovato casa al Museo Orodautore si annoverano Venturino Venturi, Pietro Cascella, Salvatore Fiume, Bruno Munari, Arnaldo e Giò Pomodoro, Armani, Ferrè, Moschino, Dolce & Gabbana, Missoni, Versace, Vivienne Westwood, Michael Graves, Lynda Benglis, Mario Ceroli, Pistoletto e Dadamaino solo per citarne alcuni. Nel 2020 viene incaricato l’architetto Andrea Mariottini che in collaborazione con l’architetto David Tripponcini progettano il nuovo allestimento del “Museo Orodautore” nei locali del Palazzo di Fraternita, in via Vasari 3. Inaugurato nel 2022 grazie alla sinergia tra Comune di Arezzo, Camera di Commercio, Fondazione Guido d’Arezzo e Arezzo Fiere e Congressi, con la collaborazione continua di Regione Toscana, sotto la direzione di Lorenzo Cinatti, con la collaborazione scientifica di Giuliano Centrodi, è oggi un simbolo vivente della creatività e della qualità manifatturiera italiana. Nel 2023 è uscito il catalogo generale della collezione a cura di Centrodi.
Alberto Zorzi – Note biografiche
Alberto Zorzi (Santa Giustina in Colle, Padova, 1958), compiuti gli studi presso l’Istituto d’Arte Pietro Selvatico, l’Università di Padova e l’Università Ca’ Foscari di Venezia - in un ambiente culturale influenzato dall’arte cinetica (Gruppo N) come dagli insegnamenti del Bauhaus e della scuola di Max Bill -, intraprende un percorso di docenza, oltre che all’Istituto Selvatico stesso, all’Istituto Europeo di Design di Milano, all’Università di Firenze e Siena, all’Accademia di Belle Arti di Ravenna. Parallelamente, svolge una fertile attività di artista orafo.
Fra le mostre più importanti a lui dedicate in spazi pubblici, nel 1999 "Alberto Zorzi", Museo Archeologico, Milano (itinerante in Germania all’Anger Museum, Erfurt e al Deutsches Goldschmiedehaus, Hanau); nel 2009 “Gioielli, argenti, disegni, 1973-2009”, Museo degli Argenti di Palazzo Pitti, Firenze; nel 2010 “Unicum. Alberto Zorzi. Gioielli e Argenti 2000/2010”, Palazzo Fortuny, Venezia. Fra le esposizioni collettive, nel 2008 "Gioiello italiano contemporaneo: tecniche e materiali tra Arte e Design", Sala Tesoro, Castello Sforzesco, Milano (itinerante al Kunstgewerbemuseum, Berlino, e alla Fondazione Accorsi, Torino), e nel 2017 la mostra: "Il gioiello italiano del XX secolo", Museo Poldi Pezzoli, Milano. Numerose le esposizioni in gallerie private, in Italia e all’estero. Inoltre, molte le opere di Alberto Zorzi entrate a far parte delle collezioni di musei italiani e stranieri: Palazzo Pitti - Museo degli Argenti, Firenze; Museo di Palazzo Fortuny, Venezia; Museo Oro d’Autore, Arezzo; Museo Archeologico, Milano; MAR- Museo d’Arte Ravenna, Victoria and Albert Museum, Londra; Musée des Arts Décoratifs, Parigi; Museum of Art & Design, New York; KunstGewerbemuseum, Berlino; MuseumfürAngewandte Kunst (MAK), Vienna; Museo Nacional de Artes Decorativas, Madrid; Museum of Fine Arts, Boston; County Museum of Arts, Los Angeles; Museum of Fine Arts, Montreal.
Alberto Zorzi e Arezzo, un lungo percorso
Zorzi arriva ad Arezzo quando nel 1989 realizza il gioiello per la collezione Orodautore nei laboratori Unoaerre; sarà di nuovo nella città Toscana nel 1992 dove per la stessa collezione nella rassegna Omaggio a Piero sarà realizzato, con suo progetto, un anello dalla ditta il Cerchio d’Oro in occasione del centenario della morte di Piero della Francesca. Il monile in argento dorato è ottenuto da lamina sbalzata e cesellata ed arricchito da due spinelli rossi dai tagli insoliti, non standardizzati ma creati appositamente, ne risulta un gioiello-scultura per le sentite e accentuate modellazioni plastiche che va a far parte della serie ‘Opera Aperta’. Con questi due lavori si è fatto conoscere, è stato particolarmente apprezzato nell’ambito produttivo orafo aretino fino ad avviare fattive collaborazioni come designer con le note aziende L’Immagine, Tagliaferri Catene e Koala Preziosi. L’artista è riuscito a calarsi nelle tecniche industriali e per la prima volta affronta la lavorazione del tubo, un semilavorato che assieme alla catena vuota primeggia nelle produzioni del distretto orafo aretino, per realizzare nei laboratori della ditta Koala una collana fatta di elementi modulari a forma della lettera omega di platino collegati fra loro ad andamento sfalsato, da perni con vistosa capocchia cubica di oro giallo che contribuiscono assieme ai moduli di tubo a sezione rotonda a dare al gioiello l’evidente e definita plasticità tipica delle creazioni zorziane. Giungeranno altri gioielli nei campionari delle ditte aretine rivisitando le classiche catene gourmette e la maglia marina sempre con nuove soluzioni formali di sorprendente creatività. Torna per la terza volta ad arricchire la collezione di Orodautore nel 1998, con una nuova creazione nella rassegna Un gioiello per il terzo millennio e sarà la Koala Preziosi a realizzare una collana, dove rielabora le sue primissime personali interpretazioni dei temi ‘Senza titolo’ di elementi lamellari rinominati nel tempo ‘Vibratilità’ in cui sono evidenti illusioni ottiche care alla Op-Art, tematiche che sfoceranno in una collezione per la ditta Pampaloni e finiranno esposti nel fiorentino museo Tesoro dei Granduchi di Palazzo Pitti (già Museo degli Argenti). Frequenti saranno le sue visite ad Arezzo in occasione della fiera Oroarezzo, dove accompagna anche i suoi allievi, ma anche a visitare le varie rassegne dell’arte orafa aretina, da Cento preziosi etruschi e Sessanta anni di Arte Orafa della Unoaerre nel 1986 agli Ornamenti di Giò Pomodoro nel 1996 fino alle rassegne dell’Orodatore dal 1988 al 2006. Nel 2004 progetta la spilla in oro ‘La Città-Arezzo’ che fa parte del suo vasto repertorio di visioni di profili aerei della sky-line urbana, che può essere collegato anche ai plastici che dal Trecento si trovano in dipinti e sculture di santi in atto di mostrare la loro città alla tutela divina. La spilla rappresenta la città nella sua pianta pentagonale, è realizzata da elementi lamellari e tubolari con parti satinate, smerigliate e lucidate. Il gioiello è ispirato dopo che l’artista aveva visitato la mostra Leonardo Genio e Cartografo nel Palazzo Comunale di Arezzo: fu particolarmente sorpreso dalla Mappa della Valdichiana con la veduta di Arezzo, prestata per l’evento dalla Royal Library di Windsor. Zorzi nella città Toscana ha prestato anche attività didattiche insegnando progettazione orafa al Master in Storia e Design del Gioiello dell’Università degli Studi di Siena - sede di Arezzo; precedentemente nel 2003, presso l’Istituto Statale d’Arte Piero della Francesca aveva partecipato al ciclo di Incontri con l’autore - Storia, ricerca, percorsi artistici.
INFO
Fondazione Guido d’Arezzo
Corso Italia 102 – Arezzo
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fondazioneguidodarezzo.com
Domenica 19 luglio, all’alba, il Castello di Romena ospita una prima assoluta creata appositamente per Naturalmente Pianoforte: “Mi Manchi. L’alba della mia felicità”, la nuova performance firmata da Paolo Ruffini e Gloria Campaner.
Inizia oggi la prevendita per questo evento irripetibile, pensato per nascere dentro questo luogo e dialogare con il suo respiro antico. Per questo la capienza è necessariamente limitata: l’esperienza è pensata per pochi, da vivere in ascolto, nella luce fragile dell’alba.
Da sempre Naturalmente Pianoforte costruisce il proprio racconto artistico partendo dai luoghi: abbazie, foreste, borghi e castelli del Casentino diventano palcoscenici naturali dove la musica incontra la storia, il paesaggio e le domande più profonde dell’esperienza umana.
IL FESTIVAL
Dall’11 al 19 luglio 2026 Naturalmente Pianoforte trasforma la valle in un’esperienza di sinestesia totale, dove musica, arte e paesaggio si fondono fino a cancellare ogni confine tra ciò che si sente e ciò che si vede. 100 pianoforti disseminati nei luoghi più suggestivi diventano presenze vive: non accompagnano il paesaggio, ne fanno parte. È qui che il tema dell’VIII edizione “Nessun genere di confine” prende forma, in un dialogo continuo tra suono e natura, tra percezione e realtà.
È solo l’inizio di un racconto più ampio: un festival che si dispiega nel tempo e che, passo dopo passo, continuerà a rivelare nuovi artisti, incontri e traiettorie, componendo un paesaggio sempre più ricco e sorprendente.
IL LUOGO
Il Castello di Romena, arroccato su un colle a oltre seicento metri di altitudine, raggiungibile attraverso un lungo viale di cipressi secolari, domina l’intera vallata del Casentino con le sue tre torri superstiti. Qui, a secoli di distanza, soggiornarono Dante Alighieri, che citò Romena e la vicina Fonte Branda nell’Inferno, e Gabriele D’Annunzio, che in questo luogo lavorò a una parte delle Laudi.
Un luogo che sembra naturalmente predisposto all’ascolto e alla contemplazione.
LA PERFORMANCE
Dentro questa cornice prende forma “Mi Manchi. L’alba della mia felicità”, più che uno spettacolo un evento-rito, un attraversamento emotivo in cui musica e parola diventano strumenti per una domanda semplice e universale: perché riconosciamo così facilmente il dolore e così raramente la felicità?
Sul palco, il pianoforte di Gloria Campaner, pianista tra le più originali della scena internazionale, interprete capace di portare il pianoforte oltre i confini della sala da concerto intrecciando musica, teatro e pensiero. Lo scorso febbraio ha incantato il pubblico all’Arena di Verona in occasione della cerimonia conclusiva delle Olimpiadi.
Accanto a lei la voce e la scrittura di Paolo Ruffini, attore, autore e regista che negli ultimi anni ha costruito un percorso artistico capace di unire ironia, fragilità e profondità umana.
IL RACCONTO
La performance si sviluppa come un viaggio in due movimenti: prima l’ombra, poi la luce.
La prima parte, “La morte della felicità”, attraversa con tono ironico e disarmato il nostro rapporto con la malinconia e con il dolore, quella strana familiarità che spesso ci fa sentire più autentici nella tristezza che nella gioia. “La felicità ci insegna poco. Il dolore invece prende appunti”.
La seconda parte, “La rinascita della felicità”, apre lentamente lo spazio alla possibilità. Il pianoforte si fa più ampio, la parola più semplice. Non la felicità rumorosa e spettacolare, ma quella fragile e quotidiana che abita le piccole cose.
“Forse non siamo tristi perché soffriamo. Forse soffriamo perché abbiamo paura di essere felici”.
Il finale non consegna una morale, ma una domanda affidata al pubblico:
“Quando ce ne andremo da questa vita non ci chiederanno quanto abbiamo resistito, ma quanta felicità abbiamo lasciato in giro”.
UN’ESPERIENZA UNICA
In perfetto stile Naturalmente Pianoforte, anche questo evento nasce come esperienza irripetibile, pensata per vivere una sola volta nello spazio e nel tempo di un luogo.
Tra le torri di Romena e il respiro della valle, dalle 5 del mattino di domenica 19 luglio, musica e parola proveranno a fare ciò che il festival cerca da sempre: trasformare un evento artistico in un momento di ascolto condiviso, dove paesaggio, arte e umanità tornano a parlarsi.
Info e prevendite: www.naturalmentepianoforte.it
https://naturalmentepianoforte.it/concerto/19-07-26-500-paolo-ruffini-gloria-campaner/