Civitella in Val di Chiana si prepara a vivere una nuova settimana all'insegna della storia, della tradizione e dello spirito di comunità con la XIII edizione della Giostra del Sarapino, uno degli appuntamenti più attesi dell'anno per il borgo chianino. La manifestazione è stata presentata ufficialmente sabato 30 maggio presso la pinacoteca del paese ,alla presenza del Sindaco Andrea Tavarnesi, del Presidente della Pro Loco Marco Balò e di Cristina Balò, membro del Comitato del Sarapino, che hanno illustrato il ricco programma di eventi che accompagnerà cittadini e visitatori verso il grande appuntamento finale. «La Giostra del Sarapino rappresenta un patrimonio identitario per la nostra comunità – ha sottolineato il Sindaco Andrea Tavarnesi –. Un evento che cresce anno dopo anno grazie all'impegno dei volontari, delle associazioni e di tutti coloro che contribuiscono a mantenere vive le tradizioni del nostro territorio».
Sulla stessa linea l'intervento del Presidente della Pro Loco Marco Balò, che ha evidenziato il valore aggregativo della manifestazione e il lavoro organizzativo che coinvolge decine di volontari durante tutto l'anno, evidenziando le novità e i momenti più significativi dell'edizione 2026, Mentre Cristina Balò ha ricordato la pubblicazione realizzata due anni fa, dove , dopo accurate ricerche storiche, è stata ricostruita la nascita e le vicende di questa manifestazione e del Borgo, pensata per valorizzare la storia di una comunità e coinvolgere tutto il territorio, aretino nella comprensione di una manifestazione tanto sentita quanto peculiare. Il programma prenderà il via sabato 6 giugno con la tradizionale Cena Propiziatoria, primo appuntamento di una settimana ricca di iniziative, spettacoli, momenti culturali e occasioni di convivialità che animeranno il centro storico di Civitella in Val di Chiana. Il gran finale è previsto per sabato 13 giugno, dalle 17,30 quando le vie del borgo faranno da suggestiva cornice al Corteo Storico, che precederà la XIII Giostra del Sarapino, portando in scena il fascino delle antiche sfide e delle tradizioni medievali che caratterizzano l'identità di Civitella, anche se con un pizzico di modernità... Infatti i possenti destrieri sono stati sostituiti negli anni cinquanta dalla più moderna e simpatica Ape Piaggio, con la quale i vari rioni tenteranno di conquistare la lancia d'oro. Una settimana di festa che si conferma non solo come rievocazione storica, ma anche come momento di incontro e partecipazione capace di unire generazioni diverse
In occasione delle celebrazioni per l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi, il Casentino si conferma epicentro della spiritualità e della cultura medievale europea. Dal 14 giugno al 4 ottobre, il Castello dei Conti Guidi a Poppi ospiterà la mostra evento "Francesco. Il Casentino, i Codici di Assisi, l’iconografia".
L'inaugurazione ufficiale si terrà domenica 14 giugno alle ore 17. L'iniziativa, di alto valore scientifico, è curata da Dom Claudio Ubaldo Cortoni Osb Cam., Michel Scipioni e Francesco Traversi. Il cuore dell'esposizione è rappresentato dalla straordinaria esposizione dei codici conservati nella Biblioteca Rilliana di Poppi, manoscritti di inestimabile valore storico originariamente provenienti dal Sacro Convento di Assisi.
Il progetto espositivo, fortemente voluto dal sindaco di Poppi Federico Lorenzoni e dal consigliere con delega alla cultura Lorenzo Basagni nasce per promuovere i valori identitari della regione attraverso un percorso rigoroso e rappresentativo del patrimonio storico-artistico locale. L'evento non si esaurisce nelle mura del Castello, ma si sviluppa in modo itinerante per connettere i luoghi più significativi del misticismo francescano e benedettino del territorio.
Il percorso al Castello di Poppi mette al centro l'iconografia francescana e si articola in due nuclei: i Codici della Rilliana, testimonianza diretta della trasmissione dei testi sacri e delle prime pratiche devozionali francescane; l'evoluzione iconografica: una selezione di dipinti e manufatti per mostrare la trasformazione dell'immagine di san Francesco nei secoli, oltre a numerose opere provenienti da collezioni private, che raccontano come grandi artisti si
siano confrontati con il messaggio del Santo. La mostra si estende sul territorio con un itinerario diffuso che tocca anche il Convento Cappuccino di Poppi e il Complesso Monastico di Camaldoli, nella suggestiva cornice della Biblioteca "Odoardo Baroncini".
Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco, il 2026, la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico, d’intesa con le Diocesi, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC).
Si intitola “L’immagine di Francesco - Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 4 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4), confinante con la Basilica di San Francesco, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci, 7), esempio straordinario di barocco aretino.
Sarà possibile appassionarsi a quadri (in prevalenza), nonché miniature, statue e vetrate, che documenteranno per campioni significativi la diffusione dell'iconografia francescana in Toscana e con altri esempi italiani. Le opere saranno, per citarne alcuni, di Margarito, Maestro della Crocifisso, Maestro di Figline, Tino Di Camaino, Beato Angelico, Sandro Botticelli, Andrea Della Robbia, Giorgio Vasari, Pietro Da Cortona, Annibale Carracci, Guercino, Jacopo Ligozzi, Luca Giordano, Lorenzo Lippi, Antonio Ciseri, Libero Andreotti, Gerardo Dottori.
L'ordinamento seguirà un andamento sostanzialmente cronologico - dal Medioevo al Novecento - con focus tematici per approfondimenti specifici. Le circa 60 opere d’arte e documenti proverranno per la maggior parte dal territorio, dimostrando la lunga e costante devozione per San Francesco, senza però rinunciare a importanti e prestigiosi prestiti dall’Italia e dall’estero, quali la National Gallery di Londra, l’Art Museum di Worcester, Lindenau-Museum di Altenburg, Pinacoteca Vaticana, Gallerie degli Uffizi, Galleria Borghese di Roma, Chiesa di San Francesco a Locarno, Galleria dell'Accademia di Venezia, Museo Civico d'Arte antica di Pistoia, Convento dei Cappuccini Foggia, Museo Schifanoia di Ferrara.
L’iniziativa è promossa da Comune di Arezzo e Fondazione CR Firenze con Fondazione Guido D’Arezzo, in collaborazione con la Diocesi di Arezzo - Cortona e Sansepolcro e la Direzione regionale Musei nazionali Toscana del Ministero della Cultura, Fondazione Arezzo Intour e Discover Arezzo. L’esposizione è curata da Cristina Acidini, con il comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi, formato da Sandro Bellesi, Stefano Casciu, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi. Main sponsor: Estra. Con il sostegno di Coingas, Caurum, Unicoop Firenze, Tesi.
Saranno in mostra le immagini del santo dalle origini ai nostri tempi. Attraverso le varie sezioni della mostra non solo si incontreranno autentici capolavori d’arte, ma si assisterà al mutamento dell’immagine di Francesco, già nei decenni successivi alla sua morte e alla sua rapida canonizzazione (1228). La tavola di Margarito d’Arezzo dal Museo Civico di Montepulciano, una fra le testimonianze più antiche, lo mostra tonsurato sotto il cappuccio e con una barba, che sparirà nell’iconografia più tarda. Ha già una carismatica evidenza il saio marrone, codificato nella Regola, presente in forma di reliquia a La Verna, a Cortona, in Santa Croce a Firenze, completo di cappuccio e di cordone con tre nodi. Nella pala d’altare della metà del Duecento del “Maestro del Crocifisso”, proveniente da Pistoia, assistiamo allo stabilizzarsi di una vivace narrativa, che troverà ampio sviluppo negli affreschi di Assisi: le scene nelle storiette laterali tramandano ai fedeli la memoria della vita eccezionale del Santo, e dei suoi miracoli post mortem. Con speciale cura i pittori sviluppano e fissano l’iconografia della Stigmatizzazione, fondamentale per l’ordine nel proporre Francesco come “alter Christus”. Lo scenario è l’aspra rupe de La Verna, l’apparizione è un Crocifisso con rosse ali di serafino (più noto come “cherubico”), Francesco accoglie i suoi raggi ricevendo le cinque piaghe: nella raffinata tavola del Beato Angelico “San Francesco riceve le stimmate” proveniente dai Musei Vaticani, la luce divina investe la montagna notturna con fantasmagorici effetti di chiaroscuro.
Un soave dipinto di Sandro Botticelli, “San Francesco con gli Angeli”, eccezionalmente prestato dalla National Gallery di Londra, allude all’episodio del conforto che Francesco, sofferente, ricevette dalla musica degli angeli. In epoca di Controriforma, nel tardo Cinquecento e nel Seicento, l’iconografia di San Francesco si articola in interpretazioni diverse. In sintonia col sentire del tempo, viene accentuato il misticismo della meditazione solitaria del Santo: lo vediamo in preghiera o in estasi tra i simboli della devozione, dipinto da Annibale Carracci ne “San Francesco adorante il Crocifisso” e da altri. Al tempo stesso però, grazie al veronese Jacopo Ligozzi che illustra la “Descrizione del Sacro Monte della Vernia” (1612), il santuario francescano de La Verna e il suo impervio intorno sono rappresentati con una vigorosa e aspra fisicità. Nel secolo del Barocco, Francesco diviene partecipe di turbinanti e trionfali scenografie, incontrando le supreme divinità nella gloria del Paradiso, attraverso la visione estatica come in Luca Giordano “Stimmate di San Francesco”. In tempi prossimi ai nostri, gli artisti tornano a occuparsi di Francesco con orientamenti ancora diversi. Vi è chi lo riconduce alle antiche narrazioni di episodi edificanti e miracolosi, e vi è chi ne accentua la spiritualità schietta ed essenziale: così Antonio Ciseri nel rappresentarlo di fronte al Crocifisso in “San Francesco riceve le stimmate”, così Libero Andreotti nella figura ascetica, protesa verso Dio.
Da sottolineare inoltre in mostra le opere di Giorgio Vasari “Sacra famiglia con San Francesco”, di Guercino “San Francesco in Adorazione del Crocefisso”, di Berrettini Pietro detto Pietro da Cortona “Madonna in trono con Bambino e Santi”, di Angelo Ricci "Immacolata Concezione tra Santi francescani”, la scultura di Andrea Della Robbia e di Tino di Camaino, le miniature di Don Simone Camaldolese e la vetrata di Gerardo Dottori.
Proprio in terra d’Arezzo, Francesco visse alcuni degli episodi più intensi e drammatici della sua vita. Nella Leggenda maggiore di Bonaventura da Bagnoregio, Arezzo occupa un posto davvero speciale: "Quando il beato Francesco vide sopra la città di Arezzo i demoni esultanti e al suo compagno disse: “Va', e in nome di Dio scaccia i diavoli, così come dal Signore stesso ti è stato ordinato, gridando da fuori della porta”; e come quello obbedendo gridò, i demoni fuggirono e subito pace fu fatta”. Anche oltre il drammatico episodio, che Giotto illustrò magistralmente nella Basilica Superiore di Assisi, il legame della città e del territorio col grande santo assisiate fu lungo e intenso. Presso Cortona, dove si fermò nel 1211, Francesco fondò il convento di Celle. Sul monte de La Verna ricevette dal Crocifisso con ali di cherubino le stigmate, che avrebbe portato fino alla morte: e sul monte fu fondato uno dei più importanti conventi francescani d’Italia. Per questo, il territorio aretino è percorso dai cammini detti “Le vie di Francesco” promossi dalla Regione Toscana, che ripercorrono gli itinerari toccati dal santo e dai suoi confratelli nei loro spostamenti.
Appositi prodotti multimediali potranno evocare i cicli di affreschi più celebri, da Giotto ad Assisi e in S. Croce a Firenze a Benozzo Gozzoli a Montefalco, Ghirlandaio e Ligozzi a Firenze, Baccio Maria Bacci ad Assisi ecc., nonché la fortuna della vicenda francescana nelle arti dello spettacolo. La biglietteria sarà online dal 7 settembre 2026.
INFO E TICKET fondazioneguidodarezzo.com
Tutti i weekend del mese di Giugno vieni a passare una giornata alternativa e divertente con il nostro tour di cineturismo che si snoda sulle tracce de “Il Ciclone“, l’opera di maggior successo di Leonardo Pieraccioni girato nell’estate del 1996 e record di incassi della stagione cinematografica che quest’anno festeggia i 30 anni dall’uscita nei cinema e che è stato girato in gran parte nella provincia di Arezzo e più nello specifico, nella valle del Casentino: il casolare si trova nella campagna nei pressi di Laterina mentre le scene in paese sono state girate tra i borghi di Poppi e Stia che andremo a visitare.
Con ritrovo a Stia, partiremo dalla sua piazza che è più volte presente nel film, dove il protagonista passeggia per andare al lavoro o si ferma al bar. Sono state girate qui la scena con il babbo e lo zio di Pieraccioni “Levante, come la si chiama la Zanicchi? IVA, la si chiama, IVA”, l’officina di Pippo ed il negozio di erborista di Carlina “Piripì fino alla scena del matrimonio tra Naldone e Franca. Proseguendo per Poppi, borgo inserito nell’elenco dei 100 più belli d’Italia, visiteremo la Farmacia e il negozio di Nello, dove avviene la famosa scena “che ce l’hai il gratta e vinci te?” ma anche il Castello dei conti Guidi, posto alla sommità del paese, simbolo dell’intero Casentino dove accanto all’ingresso troveremo il mezzo busto di Dante che ricorda il forte legame tra i signori del castello e il sommo poeta che qui fu ospitato per oltre un anno durante il suo esilio da Firenze ed il divertente Gatto Saverio ormai star del web.
La giornata non è solo cinema ma anche una scusa per visitare questi luoghi magici e tranquilli dove poter riscoprire anche sapori ed una cucina genuina come quella di una volta. Abbiamo inoltre realizzato per celebrare ulteriormente il film un Gin Ginoo dedicato al mitico personaggio a cui dette la voce il maestro Mario Monicelli, ed una Birra Artigianale Dos Los Ramatos alla Canapa del Casentino ispirata questa invece alla divertente scena del ramato.
Quando: tutti i weekend del mese di Giugno
Orario: 11.00 e 16.00
Durata: 2 ore circa
Difficoltà: Adatto a tutti
Accessibilità: Adatto a tutti
Costo: € 15
Cosa include: accompagnatore, attestato di partecipazione e tessera associativa
Cosa non include: gli spostamenti vengono fatti ognuno con mezzi propri.
Prenotazione: obbligatoria su www.contemascetti.it/eventi
Punto di ritrovo: In Piazza Tanucci a Stia di fianco al Bar Centrale (quello del Ciclone) almeno 15 minuti prima
Extra: Possibilità di aperitivo o di pranzare a Poppi o Stia tutti insieme.
È entrata nel vivo la marcia di avvicinamento alla 46ª edizione del Rally Internazionale Casentino, appuntamento tra i più prestigiosi del panorama rallistico nazionale ed europeo, in programma venerdì 26 e sabato 27 giugno sulle strade della provincia di Arezzo e valido per l’International Rally Cup e per la Mitropa Rally Cup. La gara vedrà al via sia le vetture moderne che quelle storiche, protagoniste di una sfida in grado di esaltare la tradizione sportiva del territorio.
Le iscrizioni sono aperte e lo resteranno fino a venerdì 19 giugno, termine ultimo per aderire ad una gara che da quasi mezzo secolo rappresenta uno degli eventi motoristici più attesi dell'estate italiana. Un'edizione che conferma la volontà di Scuderia Etruria SCRL di proporre un confronto tecnico di elevato livello, capace di richiamare equipaggi provenienti da tutta Italia e dall'estero. Il Rally Internazionale Casentino 2026 offrirà un percorso altamente selettivo, sviluppato attraverso otto prove speciali per 118,28 chilometri competitivi, inseriti in un tracciato complessivo di 389,43 chilometri. Un format che conferma alcune delle prove più iconiche del rally toscano, chiamate ancora una volta a scrivere pagine importanti della storia della manifestazione.
Quartier generale della manifestazione sarà ancora una volta La Mausolea di Soci, sede di Direzione Gara, Segreteria e Sala Stampa, mentre il tradizionale parco assistenza troverà spazio nella zona industriale della Ferrantina, a Bibbiena, dove i team avranno modo di esprimere le strategie di gara.
Il programma
Le operazioni preliminari entreranno nel vivo sabato 20 giugno con la distribuzione del road book e l'avvio delle ricognizioni autorizzate. Le verifiche sportive e la consegna del materiale di gara sono previste giovedì 25 giugno al Castello di Poppi, con prosecuzione nella mattinata di venerdì 26 giugno, giornata che vedrà anche lo svolgimento dello shakedown di Lonnano.
La competizione scatterà venerdì 26 giugno alle ore 20:15 dal Parco Assistenza della zona industriale Ferrantina. Alle 20:30 prenderà il via la P.S. 1 Bibbiena, tratto inaugurale, seguito dal primo riordinamento serale in Piazzale della Resistenza. Sabato 27 giugno la seconda tappa inizierà alle ore 9:25 con la ripartenza delle vetture da Bibbiena. Dopo una fase di parco assistenza (ore 9:33), gli equipaggi affronteranno la P.S. 2 Rosina (ore 10:28) e la P.S. 3 Dama (ore 11:19), prima del riordino previsto a Badia Prataglia alle ore 11:49. Alle 12:41 le vetture saranno chiamate ad una nuova fase di parco assistenza, per poi proseguire con la P.S. 4 Crocina (ore 13:42) e la seconda percorrenza della Dama (P.S. 5, ore 14:57), tratti ai quali farà seguito un riordinamento a Soci, alle ore 15:42. Alle ore 16:18 le vetture torneranno alla Ferrantina per il “service”, prima di affrontare la seconda tornata sulle prove di Rosina (P.S. 6, ore 17:13) e Dama (P.S. 7, ore 18:04). Successivamente, Bibbiena ospiterà il quarto riordino, in programma alle ore 18:54. Il decisivo parco assistenza delle ore 19:54, precederà la sfida finale sulla P.S. 8 Talla, lunga 29,58 chilometri, con partenza alle ore 21:09. Al termine della prova gli equipaggi si dirigeranno verso l'arrivo finale, previsto alle ore 22:20 in Viale Garibaldi, a Bibbiena.
Con una tradizione che guarda al futuro e una doppia validità internazionale pronta a valorizzarne ulteriormente il prestigio, il Rally Internazionale Casentino si prepara a vivere una 46ª edizione destinata ad essere ancora una volta protagonista nel panorama rallistico europeo
Presentata la nuova edizione di «Note di vino», la rassegna che unisce musica dal vivo, cultura enologica e valorizzazione del territorio attraverso appuntamenti nelle aziende vitivinicole cortonesi. Un percorso tra calici, note e paesaggio che propone otto serate con concerti di musica jazz e classica, degustazioni dei vini del territorio, proposte gastronomiche e visite nelle cantine partecipanti.
La rassegna prenderà il via martedì 10 giugno all’azienda agricola Stefano Amerighi, per proseguire il 18 giugno ai Tenimenti D’Alessandro, il 10 luglio a Tenuta La Braccesca, il 23 luglio all’Agriturismo Via della Stella, il 13 agosto alla Vecchia Cantina di Montepulciano, il 27 agosto all’Azienda Agricola Roberta Pasini, il 3 settembre alla Cantina Baldetti e si concluderà il 18 settembre con l’appuntamento presso Fabrizio Dionisio.
Tutti gli eventi iniziano alle ore 19,30 e sono pensati come esperienze complete, capaci di accompagnare il pubblico alla scoperta dei luoghi di produzione e delle eccellenze enogastronomiche cortonesi.
«Note di vino rappresenta un appuntamento che racconta bene la nostra idea di promozione culturale e turistica – dichiara l’assessore alla Cultura e Turismo del Comune di Cortona, Francesco Attesti – La musica incontra il vino in un contesto straordinario come quello delle nostre campagne e delle nostre aziende agricole. È un modo per valorizzare il patrimonio del territorio, offrendo a cittadini e visitatori occasioni di qualità e di conoscenza».
«Questa rassegna è un’opportunità importante per far conoscere da vicino le realtà vitivinicole della denominazione Cortona – affermano Maurizio Menci, presidente Strada dei vini di Cortona ed Elisa De Corso per il Consorzio Vini Cortona doc – Aprire le cantine al pubblico, raccontare il lavoro dei produttori e creare momenti di incontro attraverso musica e degustazione rafforza il legame tra vino, cultura e territorio».
L’esperienza comprende concerto, degustazione e visita alla cantina. L’iniziativa è promossa da Comune di Cortona e associazione Strada dei vini di Cortona con la collaborazione del Consorzio Vini Cortona Doc e il sostengo della Banca Popolare di Cortona. Per informazioni e prenotazioni scrivere a: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o chiamare il 339 799 1711.
Sotto il cielo stellato della Toscana, vieni a vivere una serata di pura magia alla Tenuta di Frassineto. Ascolta le note della musica dal vivo che si intrecciano con il sussurrare della natura, mentre luci calde ti avvolgono in un abbraccio caloroso.
Ti aspetta un’apericena ricco e gustoso, con tante delizie tipiche toscane, accompagnate da due calici dei nostri vini
L'atmosfera diventa magica grazie alle luminarie che addobbano il giardino della tenuta, rendendo ogni sorso e ogni boccone una festa per la vita e il territorio.
Costo per adulto: 29€
Bambini 0-6 anni: Gratis
Dai 7-12 anni: 14€
Dai 13-17 anni: 22€
Prenotazione:
Non perdere l'occasione di creare ricordi indimenticabili! Visita il nostro sito al link [Calendario Eventi Tenuta di Frassineto] (https://www.tenutadifrassineto.com/calendario-eventi/), seleziona la data Venerdì 3 Luglio e prenota il tuo posto. Affrettati, i posti sono limitati!
Per un'esperienza familiare senza pensieri, indica il numero dei bambini o adolescenti al momento della prenotazione, contattandoci via email a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o via WhatsApp al 371 4956539.
Per informazioni su allergie o intolleranze, siamo a disposizione al medesimo contatto.
L'apericena inizia alle 19:30. Non perdere questa occasione di gusto e relax nel cuore dell'enogastronomia toscana.
Tenuta di Frassineto è orgogliosa di annunciare il ritorno dell'evento "I Giorni del Vino", un'occasione esclusiva per immergersi nella cultura e nella passione che animano la nostra tenuta. In collaborazione con la Strada del Vino Terre di Arezzo, invitiamo tutti i winelovers a questa giornata dedicata alla scoperta e alla degustazione.
Quando:
Sabato 6 giugno, dalle 16:00 alle 19:00
Cosa ti aspetta:
Visite guidate: un percorso che ti porterà attraverso la cantina nuova e la barricaia, ti farà passeggiare tra i filari dei nostri vigneti e scoprire il parco della storica Villa di Frassineto.
Degustazione: al termine della visita, goditi una selezione dei nostri vini, espressione del territorio e della nostra filosofia, accompagnati da un ricco tagliere di prodotti tipici locali.
Costo:
25€ a persona
Bambini 0-6 anni: Gratis
Bambini 7-12 anni: 12€
Adolescenti 13-17 anni: 20€
Non perdere l'opportunità di vivere "I Giorni del Vino" a Tenuta di Frassineto, dove la tradizione si incontra con la qualità in un contesto di indiscutibile bellezza. Ti aspettiamo per brindare insieme e condividere la nostra passione.
Prenotazione Obbligatoria: Visita il nostro sito al link Calendario Eventi Tenuta di Frassineto, seleziona la data del 6 giugno e prenota il tuo posto.
Note Importanti: Per qualsiasi esigenza legata ad allergie o intolleranze, siamo a disposizione per assicurarvi un'esperienza sicura e piacevole
In un’epoca di “ricette per la felicità” in cui tutti pare facciano a gara nel mostrare quanto siano grati alla vita per i doni ricevuti, in cui bisogna essere fautori della propria esistenza, in cui tutto dipende semplicemente da noi e dalla nostra predisposizione a connetterci con l’energia vibrazionale dell’universo, c’è chi magari resta un po’perplesso.
La sensazione è che siamo talmente impegnati a cercare di diventare quello che il mondo vorrebbe che fossimo che abbiamo dimenticato quello che siamo. E allora c’è chi, in mezzo a tutta questa patinata gratitudine, resta in bilico e magari decide di praticare una genuina ingratitudine, giusto per fare un bagno nella realtà, per guardare con ironia, leggerezza e misericordia la splendida fallibilità di tutti gli esseri umani, perché sbagliano anche i migliori, e quando capita ne siamo felici.
Antonio Ornano nasce a La Spezia il 9 settembre 1972. Quando ha 10 anni la sua famiglia si trasferisce a Genova, ed è qui che cresce. All’età di 14 anni il padre lo porta a vedere a teatro Il malato immaginario, ed è qui che nasce una grande passione per la recitazione. Dopo la laurea in Giurisprudenza, infatti, Antonio inizia a dirigere i suoi primi cortometraggi, entra in una compagnia e vive una lunga gavetta teatrale. Le cose cambiano quando emergono le sue doti comiche: frequenta il laboratorio genovese di Zelig e inizia a “plasmare” i suoi personaggi più famosi: il mitico professor Ornano, etologo appassionato di bestie feroci, l’avvocato Arnoldi e tanti altri, oltre a esilaranti imitazioni. Dopo gli esordi televisivi su Comedy Central, MTV e Rai Due, sarà a Zelig Off dal 2019 al 2012, e poi nel cast fisso di Zelig con il suo “biologo” che parla delle relazioni animale-uomo e uomo-donna. Nel 2021 fa il suo grande ritorno allo show di Canale 5, mentre l’anno successivo sarà uno degli insegnanti comici di Stand Up! Comici in prova, in onda su Nove, dove dovrà insegnare l’arte del cabaret e tutti i suoi trucchi ad alcuni vip italiani. Nel 2023 diventa uno dei protagonisti del ritorno in tv di “Mai Dire Gol” della Gialappa’s Band.
Arriva Opera Camion 2026 – Il Maggio in Piazza con Gianni Schicchi di Giacomo Puccini. Un progetto del Maggio Musicale Fiorentino promosso da Fondazione CR Firenze. L’opera lirica in piazza, gratuita, per tutti: sette appuntamenti che toccano Firenze, Scandicci, Pontassieve, Empoli, Montevarchi e Grosseto. Lo spettacolo arriverà in Piazza Varchi, venerdì 3 luglio, ore 21.00, sarà l’unico in provincia di Arezzo. “E se l'opera tornasse in strada, non metaforicamente, ma davvero?” La domanda/provocazione nasceva dagli ideatori, Fabio Cherstich e Gianluigi Toccafondo che anni addietro la posero a Carlo Fuortes nel 2016, allora sovrintendente dell’Opera di Roma, che la raccolse e diede avvio al progetto destinato a raccogliere grandi consensi: un camion che entra in una piazza, apre il suo container e si trasforma in palcoscenico a cielo aperto. Orchestra, cantanti, luci, costumi, tutto accade lì, all’aperto, in strada, in una piazza, a pochi passi dal pubblico. Ora questo progetto, ripreso con entusiasmo dalla Fondazione CR Firenze approda in Toscana con sette appuntamenti gratis per tutti che mettono in scena, cioè in piazza, l’opera Gianni Schicchi di Giacomo Puccini: a Firenze in due occasioni e poi Scandicci, Pontassieve, Empoli, Montevarchi e Grosseto, dal 27 giugno al 7 luglio 2026 alle ore 21. Fabio Cherstich firma la regia, Gianluigi Toccafondo cura le immagini i disegni animati.
Opera Camion 2026 “Il Maggio in piazza” prende corpo grazie a Fondazione CR Firenze che ne ha individuato e sposato il grande valore sociale per il territorio; Opera Camion porta con sé tutta la sua filosofia, il suo carico culturale, la sua forza aggregatrice e inclusiva, il suo messaggio di condivisione di Bellezza, con la garanzia e la firma del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino e della sua Accademia che schiera i giovani talenti nella compagnia di canto e l’Orchestra diretta da Pietro Mazzetti.
“Con Opera Camion gli straordinari artisti protagonisti del Maggio Musicale Fiorentino escono dal teatro per incontrare le persone, nei quartieri, nei luoghi della vita quotidiana - afferma Bernabò Bocca, Presidente della Fondazione CR Firenze -. Un’esperienza culturale e artistica collettiva che invita i cittadini a fermarsi, ascoltare e lasciarsi sorprendere, raggiungendo anche coloro che non sono mai entrati in un teatro d’opera. Con questa iniziativa rafforziamo la collaborazione con la Fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, che ringrazio, offrendo al pubblico un’iniziativa non solo di grande qualità artistica ma anche di forte valore sociale, che interpreta perfettamente l’idea di cultura che Fondazione CR Firenze promuove. Portare Puccini nelle piazze, significa riaffermare il ruolo della cultura come bene comune, accessibile e vivo”.
“Siamo veramente orgogliosi di accogliere a Montevarchi questo progetto dell’opera lirica in piazza, realizzato grazie alla Fondazione CR Firenze, con uno spettacolo gratuito e accessibile a tutti – afferma il Sindaco Silvia Chiassai Martini - Un’iniziativa speciale, resa ancora più suggestiva dalla presenza dei giovani artisti di canto e musica del Maggio Musicale Fiorentino e da un container che si trasformerà in un vero e proprio palcoscenico all’aperto dove poter apprezzare Puccini. Si tratta di un modo straordinario e originale di fare teatro tra le persone, valorizzando al tempo stesso l’identità culturale della lirica, per la quale l’Italia è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo. Lo spettacolo sarà l’unica tappa in provincia di Arezzo e ne siamo particolarmente fieri, perché questa iniziativa si inserisce pienamente nella politica culturale che l’Amministrazione comunale ha fortemente voluto, di portare l’arte e la grande cultura anche nelle realtà più piccole, come la nostra, riscontrando ogni volta grande partecipazione e interesse da parte del pubblico e, soprattutto, rendendo il linguaggio artistico un bene comune e collettivo.”
Opera Camion 2026 “Il Maggio in piazza”, recupera lo spirito originario del teatro musicale, quando l'opera era spettacolo itinerante, popolare, da piazza e da fiera. Il camion diventa il mezzo più diretto per riportare quella dimensione nel presente. “Fu proprio questa l’idea che mi catturò allora quando assieme e Cherstich e Toccafondo demmo avvio al progetto – dice il sovrintendente del Maggio Carlo Fuortes -. Un progetto di successo che ne corso degli anni è andato avanti spedito a lunghi passi, anzi è meglio dire su quattro ruote, e che ora approda e ne sono felice, a Firenze.”
Un progetto con una sua precisa filosofia; chi assiste non è il pubblico ordinato di una sala: c'è il passante incuriosito, la famiglia con i bambini, il cittadino che si porta la sedia da casa (anzi tutti sono invitati a farlo), i ragazzi che non hanno mai visto un'opera in vita loro. Un pubblico spontaneo, imprevedibile, che viene apposta, che passa per caso, che resta per tutta l’opera o che dà solo un’occhiata e se ne va, che tuttavia reagisce senza filtri a questo teatro che va letteralmente da loro, raggiungendoli e sorprendendoli in maniera imprevista e imprevedibile. In piazza la distanza protettiva del teatro scompare: i cantanti sono a un passo dagli spettatori, lo spazio è aperto, esposto. “Questa vicinanza rende tutto più vulnerabile ma anche più autentico – continua il sovrintendente - l'opera e la musica respirano insieme a chi la guarda e l’ascolta. Molti scoprono il melodramma per la prima volta proprio così, senza biglietto, senza codici, senza soggezione. Il camion arriva, lo spettacolo accade, poi riparte. Un teatro nomade che appare e scompare e rende tutti partecipi di un rito collettivo”
Il camion come macchina scenica
Fabio Cherstich e Gianluigi Toccafondo ideatori del progetto e che per Gianni Schicchi il primo firma la regia e il secondo è l’autore delle immagini e dei video animati, concepiscono il camion non come semplice supporto logistico ma come elemento drammaturgico. La sua sagoma industriale, la sua natura di oggetto mobile e urbano restano visibili e attivi durante lo spettacolo: il mezzo diventa architettura, scenografia, simbolo. Non è una replica in miniatura di ciò che avviene in teatro, ma crea un dispositivo pensato specificamente per lo spazio pubblico. Una differenza sottile che cambia radicalmente il rapporto tra scena e platea.
Nelle sue note di regia, disponibili sul sito del Maggio, Fabio Cherstich scrive: “Con questo Gianni Schicchi torno, insieme al compagno di viaggio di sempre Gianluigi Toccafondo, a lavorare su Opera Camion a otto anni di distanza dal nostro ultimo progetto condiviso, La Cenerentola. Ritrovare oggi questo dispositivo itinerante, dopo tanti viaggi nelle piazze, nei quartieri e negli spazi urbani, significa per noi ritrovare anche un modo molto particolare di fare teatro musicale: diretto, popolare, mobile, profondamente vivo. Fin dall’inizio abbiamo immaginato Opera Camion non come un semplice palco viaggiante, ma come una vera macchina drammaturgica. Il camion non trasporta lo spettacolo: è lo spettacolo. È architettura, scenografia, meccanismo teatrale, presenza urbana. Arriva, si apre davanti al pubblico e trasforma improvvisamente una piazza in un luogo di visioni (…) Per Gianni Schicchi, Gianluigi e io abbiamo immaginato il camion come una sorta di carro funebre visionario, una casa mobile abitata da parenti avidi, fantasmi e figure dantesche. Tutta l’opera accade dentro, sopra, sotto e attorno a questa macchina scenica continuamente mutevole. Le immagini dipinte e animate di Toccafondo trasformano il camion in una Firenze deformata e popolare, grottesca e notturna, sospesa tra Medioevo, fumetto e commedia nera (…) L’origine dantesca dell’opera sarà molto presente nella nostra lettura. Gianni Schicchi nasce infatti da un breve ma celebre passaggio dell’Inferno, e per questo accanto ai giovani cantanti dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino ci saranno anche due figure attoriali. L’attrice fiorentina Maya Quattrini interpreterà Dante e fungerà da maestro di cerimonia, accompagnando il pubblico dentro la vicenda come una narratrice infernale, ironica e visionaria. In scena sarà presente anche il morto Buoso, interpretato dal performer Andrea Fantauzzi: una presenza muta, fantasmagorica e quasi beckettiana che continuerà ad abitare lo spettacolo anche dopo la propria morte”.
Per l'edizione toscana di Opera Camion 2026 “Il Maggio in piazza”, la scelta artistica è caduta su Gianni Schicchi, atto unico di Giacomo Puccini su libretto di Giovacchino Forzano. L’opera del grande compositore lucchese è ambientata in Toscana e precisamente a Firenze, una Firenze del 1299, con il furbo notaio che beffa un'intera famiglia di avidi parenti per assicurarsi la casa più bella della città e garantire l’amore tra sua figlia Lauretta con il giovane Rinuccio. Comicità, ritmo serrato, una galleria di personaggi irresistibili e, al centro, una delle arie più celebri del repertorio pucciniano: "O mio babbino caro". Essendo un atto unico di un’ora circa, con un'azione drammaturgica concatenata scena dopo scena e nota dopo nota, Gianni Schicchi non necessita di tagli e può essere proposto integralmente: teatro popolare nella sua forma più pura, perfetto per incontrare il pubblico delle piazze. I giovani talenti dell'Accademia del Maggio danno voce e corpo ai personaggi di Puccini, accompagnati dall'orchestra della stessa Accademia: un progetto che è anche un investimento sulle nuove generazioni di artisti.
L’Orchestra dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino
L’organico dell’Ensemble orchestrale dell’Accademia del Maggio Musicale Fiorentino è composto da giovani strumentisti provenienti dal progetto Youth Orchestra Lab (YOL), residenza artistica per giovani strumentisti attivata dalla stessa Accademia in collaborazione con il Teatro del Maggio e in partnership col Teatro Goldoni di Livorno e finanziata dalla Regione Toscana con il sostegno del Fondo Sociale Europeo. La residenza artistica rientra nell’ambito Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.