Nome
Festa della Dea - sodalizio d’estate gastro-rock
Comune
Arezzo
Località
Fraz. Venere
Data
1° weekend di giugno e di settembre
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Sagra del Bastoncello Casareccio
Comune
Laterina
Località
Casanuova di Laterina
Data
Prime 2 settimane di settembre
Referente
Comune di Laterina Via Trento, 21 Laterina tel. 0575 88011, E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Descrizione della Sagra
E' una storia ultrasecolare quella dei "BASTONCELLI DI CASANUOVA". Farina, anice, vinsanto e fuoco vivo per arroventare la grande tenaglia che aveva in cima due piastre tonde che combaciavano come uno strumento di precisione, incise all'interno a disegni vari (che non erano) altro che una variazione al tema delle ostie per la Messa che, come disegni avevano all'interno i simboli dell'Eucarestia. Si ufficializzò la festa dei Bastoncelli casarecci con l'istituzione della sagra a partire dal 1976 e che fino al 1980 duro' di produrli a fuoco, finchè i tempi moderni e l'allargarsi della popolarità della Festa casanuovese, obbligarono gli organizzatori a preparare i bastoncelli con impianti di produzione ad energia elettrica.
IL BASTONCELLO: Farina, Anice, Vinsanto. Una catena di montaggio costituita da due - tre persone : un uomo ai due lunghi manici delle schiacce, che richiedevano una certa forza fisica, per tenerle costantemente sulla fiamma e spostarle al momento giusto e assai frequentemente, una donna a deporre la dose col cucchiaione e l'altra a scaricare il dolce cotto, nella crina a lato. Mentre tutto intorno si effondeva il profumo di anice che faceva venire l'acquolina in bocca e dell'impasto che sfrigolava sul fuoco, sotto la pressione delle schiacce. Tutto il resto era affidato all'occhio : perchè era il segreto della giusta cottura, del colore del prodotto del croccante, dello spessore del bastoncello che, ovviamente non doveva mai venire "stronato".
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno</p
Nome
Festa del Fungo
Comune
Arezzo
Località
Palazzo del Pero
Data
2° weekend di settembre
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Antica Festa del Tegame
Comune
Arezzo
Località
Monte Sopra Rondine
Data
Prime 2 settimane di settembre (nel 2024: 29, 30 e 31 agosto, 5, 6, 7, 8 settembre)
Descrizione della Sagra
L'antica festa del Tegame riprende la tradizione di Monte Sopra Rondine: infatti n passato i contadini conservavano una parte del ricavato delle vendite di uova, pollame e di tutti i prodotti della terra per la famiglia, per festeggiare al meglio i pranzi tradizionali di Pasqua, Natale e per la festa del Patrono. A settembre in occasione della festa della Madonna Addolorata, gli abitanti del paese invitavano parenti e amici per fare festa, nell’occasione le massaie preparavano un saporito e abbondante desinare. Dopo aver assistito ai riti religiosi si sedevano tutti intorno alla tavola per consumare quel lauto pasto ed era così che si svolgeva veramente la festa. La festa è l'opportunità per gustare questi antichi sapori attraverso i piatti della tradizione aretina dai fegatelli, ai grifi, ai maccheroni all'anatra in porchetta.
FEGATELLI ALL'ARETINA: Piatto della antica tradizione dell'Italia centrale. Preparazione:
Tagliate del fegato di maiale a cubetti (4/5 cm circa). Involtate completamente ciascun pezzo di fegato in un quadratino di rete di maiale ben pulita ed ammorbidita in acqua tiepida. Abbiate cura di inserire all'interno di ogni fagottino un fogliolina di alloro e del finocchio essiccato. Chiudete la rete avvolta intorno ai fegatelli con uno stuzzicadenti o con il gambo del finocchio. Salate e pepate.
Cuocete allo spiedo (oppure in un tegame o in padella con poco olio). Riempite una pignatta o un barattolo di coccio o vetro con i fegatelli e ricoprite completamente con dello strutto).
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Sagra del Collo d'Ocio
Comune
Marciano della Chiana
Località
Marciano della Chiana
Data
Settembre
Referente
Comune di Marciano della Chiana Piazza Fanfulla, 4/c - Marciano tel. 0575/8408211, Martina Bennati e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web site: www.marcianodellachiana.ar.it
Descrizione della Sagra
Il Collo d’Ocio ripieno è un piatto tradizionale della cucina contadina aretina, legato al periodo della battitura e alle grandi ricorrenze. L’ocio era un animale che, grazie alla dimensione notevole, riusciva in queste occasioni a sfamare un numero di persone più consistente, anche in considerazione del fatto che giuni in quel periodo dell’anno era rimasto be poco del maiale ammazzato a gennaio. La battitura del grano richiedeva grande dispendio di energie e gli uomini dovevano mangiare frequentemente e cibi molto energetici. Se si concludeva entro la mattina arrivava il pranzo vero e proprio: nell’aia, sotto l’albero di quercia o di gelso. La massaia iniziava le portate con la minestra, fatta quasi sempre con il brodo di carne di colli d’ocio ripieni. Seguiva l’arrosto d’anatra o l’ocio (oca) in umido. La minestra con i colli ripieni era sempre l’anticipo del pranzo seguente. In un’economia in cui si utilizzavano tutte le parti dell’animale, rappresentava un principio eccellente: l’animale in sé sarebbe venuto dopo.
COLLO D'OCIO RIPIENO: Ingredienti: collo d’ocio, pangrattato (una tazza e più); 1 etto di parmigiano; uno o due spicchi d’aglio; una grossa manciata di prezzemolo; 3 etti di carne macinata; mollica bagnata nel latte; due uova; sale e pepe; noce moscata; qualche foglia di persia. Oggi si aggiunge un po’ di macinato per dare aroma, mentre un tempo venivano uniti solo i fegatini, ingrediente indispensabile nella ricetta. I colli vengono separati dall’animale, scacchionati (i cacchioni sono le penne in crescita o le basi delle penne) sulla fiamma, svuotati dell’osso e lavati. Si amalgamano tutti gli ingredienti e si procede al riempimento del collo cercando di non farcirlo in modo eccessivo o il ripieno, che durante la cottura aumenterà di volume, spaccherà la pelle del collo. Si chiude cucendo con ago e filo la parte finale e si pssa alla cottura, senza prima dimenticarsi di bucare qua e là la pelle del collo per evitare che scoppi. Si mette a bollire fino a cottura ultimata e si serve freddo con un giro d’olio.
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Festa dell'Uva
Comune
Subbiano
Località
Subbiano
Data
Fine agosto - inizio settembre
Referente
Pro Loco Subbiano tel. 0575 421072, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., web site: www.prolocosubbiano.it
Descizione della Festa
La manifestazione, così denominata in onore delle usanze, costumi e tradizioni contadine che intende rievocare, si svolge a partire dalle prime ore del pomeriggio nelle strade del paese con sfilata in costumi contadini dell'ottocento di carri dell'uva ed è allietata dalla presenza di bande musicali e gruppi folkloristici in costume. Apre la sfilata il carosello di cavalli con carrozze dell’800-’900, segue il corteggio storico in costumi d’epoca medioevale che raffigurano i nobili, i prelati, gli armigeri ed il popolo di quei tempi, accompagnato dal gruppo di sbandieratori e dei suonatori di tamburi e chiarine. Segue la sfilata con carri dell’uva delle varie frazioni di Subbiano (Calbenzano, Casa la Marga, Castelnuovo, Chiaveretto, Falciano, Vogognano) e altri carri che distribuiscono uva, dolci, caldarroste, vino e vinsanto.
SCHIACCIATA CON L'UVA: Ingredienti: 1 kg di uva nera da vino; 350 gr di farina; 20 gr di lievito di birra; 1 bicchiere d’acqua; 8 cucchiai di zucchero; olio extravergine d’oliva; sale. Preparazione: In un bicchiere d’acqua tiepida sciogliere il lievito di birra. Preparare sul piano di lavoro la farina e impastarla con l’acqua del bicchiere , 4 cucchiai di zucchero, 4 cucchiai d’olio ed un pizzico di sale. Far lievitare la pasta per circa 1 h ,coperta da un canovaccio e lontano da sbalzi di temperatura. L’impasto ottenuto deve essere adesso diviso in due parti non uguali , per la preparazione del fondo (più abbondante) e del secondo strato (copertura). Stendere la pasta piuttosto sottile ed adagiarla su di una teglia d’alluminio con il bordo alto. È importante che la pasta del fondo debordi dalla teglia. Riempire la base del dolce con i chicchi d’uva ben lavati ed asciugati (attenzione : una parte dell’uva deve essere riservata per il secondo strato). Cospargervi sopra 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio. Ripiegare i bordi del dolce verso l’interno e stenderci sopra il secondo strato di pasta. Con le punte delle dita creare delle piccole fossette sulla pasta avendo comunque cura di non bucarla. Distribuirvi sopra l’uva rimanente e cospargervi sopra 2 cucchiai di zucchero e 2 di olio. Cuocere in forno a 180°C per circa 1h. È preferibile mangiarla dopo qualche ora dalla cottura, meglio ancora il giorno dopo.
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Festa di Finestate
Comune
Subbiano
Località
Subbiano
Data
Ultimo weekend di agosto e primi due weekend di settembre
Referente
Pro loco di Subbiano - E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Descrizione della festa:
Il programma della festa che allieta, a partire dal fine settimana successivo al Ferragosto, le serate subbianesi è così ricco e variegato da riuscire a soddisfare persone di tutte le età accomunate dal gusto di stare insieme per soddisfare lo spirito ed il palato.
Gli intrattenimenti si svolgono prevalentemente presso il nuovissimo padiglione in legno e negli spazi ad esso adiacenti, con la possibilità di degustare i piatti tipici locali.
I prodotti utilizzati sono preparati seguendo le tradizionali ricette locali e rispecchiano i gusti semplici, ma forti e decisi che caratterizzano tutta la vallata casentinese, tra i quali spiccano gli insaccati di maiale come il salame, la finocchiona (carne di maiale tritata finemente ed aromatizzata con semi di finocchio) ed i formaggi freschi e stagionati tra i quali il pecorino (ottimo formaggio derivante dal latte di pecore allevate nelle nostre zone).
Tra i piatti da degustare l'antipasto toscano con panzanella, crostini neri (fette di pane abbrustolito, bagnato con vin' santo e con sopra sugo di fegato di pollo), prosciutto, salame. Tra i primi i maccheroni al sugo di nana (anatra), la polenta di farina di granoturco con funghi porcini e poi le carni cotte allo spiedo, gli arrosti di cacciagione e la pizza cotti nel forno a legna. Sulla griglia carni di maiale e di vitella chianina, la carne dalla quale deriva la rinomata "fiorentina", con cappella di fungo porcino.
Per accompagnare tali vivande dell'ottimo vino locale, mentre per i palati più esigenti, presso lo stand ristorante sono disponibili rinomate qualità di vino, tra le quali "Brunello di Montalcino" e "Chianti dell'Impruneta".
Tra gli intrattenimenti, sotto il padiglione in legno, tutte le serate di festa si balla il liscio ed in gruppo con orchestre-spettacolo.
Spazio anche ai giovani con la discoteca all'aperto e poi spettacoli di scuole di ballo, cabaret comici, sfilate di moda e concorsi di bellezza tra i quali la finale regionale del concorso di "Miss Teen-Ager", concorso di musica rock di gruppi emergenti, mostra canina, motoincontro gastronomico, etc.
Durante l'intera durata della "Festa di finestate" presso i locali del centro polivalente è aperta gratuitamente a chiunque sia interessato la mostra fotografica, a cura del circolo fotografico "Le torri", rappresentante suggestivi scorci, momenti e ritratti di personaggi che nei trentuno anni della sua vita hanno popolato ed animato la "Festa dell'uva". Nell'edizione 2005 è stata inaugurata sempre nei medesimi locali, la mostra di attrezzature per il cinema di ieri e di oggi e "la cantina de nà vorta" a cura del "Museo della casa contadina".
La festa prosegue anche il primo weekend di settembre quando si tiene di domenica la Mostra Campionaria del Bestiame. Nel secondo finesettimana continua la Festa di Finestate e la domenica si conclude con il Mercatino del Tempo che Fu la mattina, e nel pomeriggio la Rievocazione della Festa dell'Uva.
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Chiani in Festa, a tavola sotto le stelle
Comune
Arezzo
Località
Chiani
Data
Ultimo weekend di agosto e primo di settembre
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Sagra della Bistecca
Comune
Civitella in Val di Chiana
Località
Badia al Pino
Data
Ultimo weeked di agosto e e primo weekend di settembre
Referente
Comune Civitella in Val di Chiana via L.Settembrini,21 Badia al Pino - tel. 0575 4451 E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Ufficio Turistico tel. 0575 448083
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno
Nome
Festa al Vecchio Ponte
Comune
Arezzo
Località
Ponte alla Chiassa
Data
Ultima settimana di agosto - prima settimana di settembre (nel 2024: 22, 23, 24, 25, 29, 30, 31 agosto e 1° settembre)
Referente
Polisportiva Stella Azzurra tel. 0575/362034, website: www.stellazzurra.net, e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Descrizione della Sagra
Nella primavera del 1979 nel salotto della “Maestra”, la cara sig.ra Erina Testi, si ritrovarono un manipolo di pontesi rigidamente D.O.C.G, per cercare di dare gambe ad un sogno: “fare” la festa paesana a Ponte alla Chiassa. Nacque così il nome FESTA AL VECCHIO PONTE, legato ai resti del ponte di pietra romanico rimasti in mezzo a quello che i pontesi chiamano “fiume”, cioè il torrente Chiassa. Si cominciò a preparare quella festa, che si svolse la seconda settimana di settembre, nella strada allora sterrata del macello vecchio, con il primo rudimentale ristorante, preso in prestito dalle feste politiche limitrofe, e la prima cucina installati sul terreno. Ci furono da subito i trattori a testa calda, con il loro lunghissimo e particolare rito dell’accensione, e si cominciarono a recuperare i piatti tipici, primi tra tutti i GRIFI. La Festa fu in quegli anni una fucina davvero di manifestazioni, cicloraduni, gare, giochi senza frontiere sulla Chiassa, trine, merletti e ricami, e per diversi anni anche la Rievocazione Storica della COPPA DEL RE organizzata per vetture storiche e d’epoca. Nacque anche il teatro della Festa al Vecchio Ponte, che ha visto crescere con poesie canti, scenette tanti ragazzi. In piazza rimase l’ambiente delle “botteghe” nei fondi furono ricavate rivendite di trine, quadri, la prima friggitoria e birreria, la piazza divenne il luogo degli spettacoli, chiamiamoli oggi di tendenza: concerti rock, folklore, cabaret, gare di ballo, mostre di quadri, la ruota delle nane, le rificolone, una festa davvero di una grandiosità unica.
I GRIFI ALL'ARETINA: Curiosità: I grifi sono le parti magre e callose del muso del vitello, si possono usare per arricchire il piatto anche le guance. Nella tradizione gastronomica aretina è d'uso una ricetta che sfrutta queste parti cuocendole in umido con aromi, spezie, odori e pomodoro, realizzando un piatto semplice, gustoso e saporito. Ingredienti: grifi di vitella chianina; cipolla; conserva di pomodoro; vino rosso; chiodi di garofano; Timo fresco sale e pepe. Pulire e tagliare a pezzetti i grifi. Metterli a cuocere in un tegame di coccio con un bicchiere d'acqua. Quando l'acqua inizia a ridursi, aggiungere una cipolla infilata con i chiodi di garofano, un pizzico di timo, uno di persia, pepe e sale. Versare poi un bicchiere di vino e aspettare che anche questo sfumi. Quindi aggiungere nel tegame la conserva di pomodoro, sciolta in poca acqua. Coprire la pentola con un coperchio e portare a fine cottura, facendo attenzione a che non manchi mai l'umido. Togliere la cipolla e servire.
Attenzione: le date indicate possono subire variazioni. Invitiamo pertanto i lettori ad informarsi contattando gli organizzatori dei vari eventi per sapere in quali giorni si terrà l'edizione del corrente anno