Stagione 2021/2022 Teatro Petrarca di Arezzo

Bergamasco, Marchioni, Dante, Mauri, Dapporto. Classici, danza, omaggio a Dante con Virgilio Sieni, Solfrizzi, le maschere di Familie Floz.

Storie, i classici, le riletture e le sperimentazioni del teatro contemporaneo e della danza. Il teatro Petrarca apre alla stagione di prosa 2021-2022 da sabato 11 dicembre a giovedì 7 aprile affiancato dalla stagione “giovani” al teatro Pietro Aretino affidata alle Officine della cultura in programma dal 13 febbraio al 13 marzo con Titti spettacoli di domenica pomeriggio alle 18,30. Una stagione che vede insieme Fondazione Guido d’Arezzo, Comune e Fondazione Toscana Spettacolo.

Ad inaugurare la stagione, sabato 11 alle 21 e domenica 12 dicembre alle , Arca Azzurra Teatro e Ugo Chiti mettono in scena” Lisistrata”, la commedia di Aristofane con Amanda Sandrelli come protagonista, che nelle scorse due stagioni ha portato con Arca Azzurra la sua Mirandolina in tutti i teatri d’Italia. La riscrittura di Chiti del classico greco mantiene un sapiente equilibrio tra l’occhio contemporaneo e il rispetto dell’originale. È un’opera dove tra il riso e l’amaro si riflette sui meccanismi perversi dell’irragionevolezza umana.

Mercoledì 12 e giovedì 13 gennaio “Il delitto di via Orsina”, l’opera di Eugene Labiche interpretata da Massimo Dapporto e Antonello Fassari. “Un uomo si sveglia e si ritrova uno sconosciuto nel letto, entrambi hanno una gran sete, le mani sporche e le tasche piene di carbone ma non sanno perché…e tra una serie di malintesi ed equivoci si fa strada la possibilità che i due abbiano commesso un efferato omicidio”: una situazione paradossale, un po' beckettiana, costruita da un gigante della drammaturgia come Labiche e riportata oggi sulle scene dalla regista Andrée Ruth Shammah.

È una favola contemporanea “Misericordia”, l’opera di Emma Dante in scena al Petrarca il 30 gennaio alle 21. “La fragilità delle donne, la loro disperata e sconfinata solitudine”: queste le parole della stessa regista, tra le più acclamate in Italia da pubblico e critica. Un trittico impegnativo che rappresenta la nuova sfida ritrattistica della Dante: donne che di giorno lavorano a maglia e alla sera si prostituiscono. Nonostante però lo sciagurato disagio, la miseria non impedisce loro di essere misericordiose.

Sabato 5 febbraio alle 21 e domenica 6 febbraio alle 17 doppio spettacolo per un classico della letteratura, “Il malato immaginario” di Molière, portato in scena da Emilio Solfrizzi con la regia di Guglielmo Ferro. Il malato immaginario ha più paura di vivere che di morire, e il suo rifugiarsi nella malattia non è nient’altro che una fuga dai problemi, dalle prove che un’esistenza ti mette davanti. E Solfrizzi restituirà al testo un aspetto tanto importante quanto spesso dimenticato: il rifiuto della propria esistenza.

Il 15 e 16 febbraio alle 21 “Enrico IV” di Luigi Pirandello con Sebastiano Lo Monaco, per la regia di Yannis Kokkos. Una sfida rilevante per l’epoca contemporanea è costruire una società critica, nella quale siano presenti osservatori che sappiano da un lato promuovere una cultura del pensiero e dall’altro prendere decisioni ponderate. Lo spettatore viene accolto quasi a sua insaputa, all’interno di una seduta psicoanalitica dalla quale uscirà con molti quesiti sul suo vissuto. Il tutto coniugando e mettendo a disposizione dello spettatore lo sguardo del maggior autore siciliano (e fra i maggiori europei) del ‘900 filtrato dalla cultura e dall’esperienza di uno dei più stimati e incisivi registi viventi.

Sabato 26 febbraio alle 21 sul palco del Petrarca “Bayadere”, con una Produzione Compagnia Nuovo BallettO di ToscanA/International Music. Il regno delle ombre. Un balletto in un atto per undici danzatori, intriso di esotismo idealizzato, sia nella trama melodrammaticamente che nell’estetica dell’insieme. Pensato per ensemble di talenti giovanissimi, questo Regno delle Ombre (scena emblematica dell’opera) è ricco di suggestioni, appartiene ai tempi eccezionali che stiamo vivendo, perché fa riferimento a qualcosa di perduto e a qualcosa di possibile allo stesso tempo, qualcosa che riguarda la presenza di corpi e l’intreccio delle loro traiettorie, in uno spazio che non è più soltanto un aldilà ma è un presente che desidera essere reinventato.

In prima regionale e in data unica toscana martedì 1 e mercoledì 2 marzo alle 21 “Chi ha paura di Virginia Woolf? “di Edward Albee, regia di Antonio Latella, con Sonia Bergamasvo, Vinicio Marchioni, Ludovico Fededegni e Paola Giannini . Tutto accade in una notte, perché anche per Albee, come per la stessa Woolf, il tempo è circolare, non invecchia mai. Un testo realistico ma che diventa visionario per la potenza del linguaggio e per la visionarietà, dovuta ai fumi dell’acool e alle vertiginose risate che divorano e fagocitano i protagonisti. Un’opera molto complessa.

Sabato 12 marzo alle 21 danza con la compagnia Virgilio Sieni che porta in scena “Paradiso” dal Paradiso di Dante Alighieri, otto danzatori in cammino dall’umano al divino, dal tempo all’eterno. Un’opera che ricompone il corpo secondo una lontananza che è proprio dell’aura, un luogo definito dal movimento, da ciò che è mutevole.

Mercoledì 23 e giovedì 24 marzo alle 21 ancora Dante ma con “Il Purgatorio. La notte lava la mente” di Mario Luzi, per la regia di Federico Tiezzi. A distanza di trent’anni dalla sua teatralizzazione del poema dantesco, Tiezzi torna ad allestire, in modo totalmente nuovo, tre spettacoli basati sulle drammaturgie allora create da Edoardo Sanguineti, Mario Luzi e Giovanni Giudici. Si parte dal Purgatorio perché è la cantica dell’amicizia e dell’arte, che è forse l’unica strada per la salvezza e prepara al grande incontro con Beatrice.

Sabato 2 aprile alle 21 e domenica 3 aprile alle 17 un altro grande classico, “Re Lear” di William Shakespeare, regia di Andrea Barocco con il gigante del teatro, Glauco Mauri e Roberto Sturno. I turbamenti di Lear, di Gloucester, quelli di Edgar, i desideri di Edmund, i tremori delle tre figlie del re, Cordelia, Goneril e Regan, attraggono da sempre perché la complessità e in alcuni casi la violenza che produce il conflitto generazionale è per forza di cose universale. Solo giganti o nani in questo universo dipinto da Shakespeare. Nessuno dei personaggi è in grado di regnare, chi per eccesso e chi per difetto.

La stagione si chiude il 7 aprile alle 21 con la genialità e il sogno di “Feste” di Andres Angulo, Björn Lesse, Johannes Stubenvoll, Thomas van Ouwerkerk, Michael Vogel, produzione Familie Flöz/Theaterhaus Stuttgart/Theater Duisburg/ Lessing Theater Wolfenbüttel, per la regia di Michael Vogel. Una storia tragicomica sulla caccia della felicità individuale, una favola senza parole per adulti in un poetico mélange di amara tragedia e cupa farsa.

Al Pietro Aretino il debutto ufficiale nella stagione di prosa del Comune di Arezzo per le Officine della Cultura che in verità il teatro e le produzioni lo “masticano” da 24 anni. Propongono la rassegna Z Generation dedicata alle nuove produzioni e a un pubblico giovane. Tutti appuntamenti di sabato o domenica pomeriggio alle 18,30.

Domenica 13 febbraio “Amleto take away” di e con Gianfranco Berardi e Gabriella Casolari. È una riflessione ironica e amara che nasce dall’osservazione e dall’ascolto della realtà circostante, che attrae e ci spaventa. In questo percorso si inserisce, un po’ per provocazione, un po’ per gioco meta-teatrale, l’Amleto di Shakespeare.

Domenica 20 febbraio "Non plus ultra” di Adriano Pantaleo e Gianni Spezzano. L’impianto drammaturgico dello spettacolo procede alla scoperta di codice etico e comportamentale degli Ultras svelandone i pregi e i limiti. Una filosofia di vita basata su delle regole non scritte, ma condivise tacitamente.

Sabato 5 marzo “Don Chisciotte. Tragicommedia dell’arte” soggetto originale di Marco Zoppello che ne cura anche la regia e ne è interprete insieme a Michele Mori. Due attori della celebre compagnia dei Comici Gelosi, attiva e applaudita in tutta Europa tra il 16° e 17° secolo, raccontano di come sono sfuggiti dalla forca grazie a Don Chisciotte, a Sancho Panza, ma soprattutto grazie al pubblico.

Domenica 13 marzo “Mulinobianco. Back to the green future”, di Enrico Castellani e Valeria Raimondi, prodotto da Babilonia Teatri/La Corte Ospitale. Uno spettacolo che si interroga sulla relazione che abbiamo instaurato con il pianeta che abitiamo, a quanto pare l'unico abitato, nonché l'unico abitabile nell'intero universo. Due bambini soli sulla scena ci raccontano il loro punto di vista sul futuro del mondo.

“È un segnale molto chiaro, quello che è arrivato dalla città dopo che il contenimento della pandemia ha consentito di nuovo l’accesso ai luoghi della cultura. Abbiamo prudentemente riaperto le nostre sale cominciando con la musica e la risposta è stata piena ed entusiasta, a testimonianza di un pubblico non soltanto impaziente di tornare a respirare la bellezza dell’arte, ma maturo abbastanza da apprezzarne anche le forme più raffinate. Sono certo che la stessa accoglienza sarà riservata anche alla prossima stagione teatrale, che si presenta varia e di assoluta qualità – spiega il sindaco e presidente della Fondazione “Guido d’Arezzo”, Alessandro Ghinelli - ci aspettano titoli diversi, dalle rappresentazioni classiche a quelle contemporanee e alla danza, in un programma attento a soddisfare tutte le sensibilità di spettatori da sempre affezionati al loro teatro più importante”.

"Finalmente Arezzo riconquista la normalità di avere di nuovo una stagione di prosa dopo la lunga interruzione dovuta alla pandemia. Sarà una stagione - assicura Lorenzo Cinatti, direttore della Fondazione “Guido d’Arezzo” - ricca di grandi interpreti e titoli intramontabili della storia del teatro non rinunciando a qualche nuova proposta e alla danza. La lunga attesa per i nostri abbonati è finita, finalmente il sipario torna ad aprirsi."

"Ogni cartellone che in queste settimane andiamo a presentare in Toscana è un'emozione accresciuta dall'attesa e dalla determinazione nel volere ritornare a vedere il pubblico animare luoghi culturali del territorio che come il Petrarca sono presìdi di socialità e condivisione. In una città, peraltro come nel caso di Arezzo, che vanta una tradizione teatrale vivace e diffusa - sottolinea la presidente di Fondazione Toscana Spettacolo, Cristina Scaletti - Poter portare poi in ambito locale spettacoli di spessore nazionale che affrontano tematiche  e spaccati della società contemporanea anche attraverso l'interpretazione dei classici o sperimentazioni rispettose degli originali, ricerca sui corpi o analisi di conflitti generazionali e delle fragilità umane, garantisce al pubblico un ritorno a teatro che rappresenti anche una riappropriazione della capacità di vivere le arti ed essere arricchito da queste. Il proficuo rapporto con l'amministrazione comunale ha contribuito a potenziare quel senso di comunità che è fare cultura sul territorio. Pensarla, sostenerla, promuoverla e dare una casa 'aperta' di nuovo, al suo pubblico."

"Mai come in questa Stagione del Teatro Pertrarca  è stata ribadita la necessità di diversificare la proposta culturale per fare tornare le arti al centro della ripartenza. Una priorità a cui dare concretezza con titoli, artisti e tematiche che facessero tornare il teatro nella quotidianità del pubblico - osserva il direttore di Fondazione Toscana Spettacolo, Patrizia Coletta - classici della letteratura, riletture in chiave contemporanea, danza tra elevazione ed esotismo, favole profonde e fragili dei giorni nostri, proposte che si inseriscono nella celebrazioni del Settecentenario Dantesco, compongono un cartellone qualitativamente e contenutisticamente composito e armonico al tempo stesso. Con particolare soddisfazione per la prima data regionale ed unica data toscana di Chi ha paura di Virginia Woolf? per la regia di Antonio Latella."

Per i giovani under 35 e studenti biglietti a prezzi ridotti , sconti con Carta dello spettatore e soci Coop. Abbonamenti a 7 spettacoli da 56 a 168 euro, disponibile anche un carnet da quattro spettacoli da 36 a 96 euro, se gli spettacoli sono fuori abbonamento il carnet da quattro cala di prezzo e va da 17 a 60 euro.

Rinnovo vecchi abbonamenti dal 15 al 20 novembre dal lunedì al venerdì (10-13, 17.30-19.30 e sabato 10-13) e nuovi abbonamenti dal 22 al 27 novembre

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